La coppia dei Socialisti a Pechino Express, i «theShow» su Youtube, nella vita reale Alessandro Tenace e Alessio Stigliano. Una coppia che vanta un numero di iscritti al proprio canale che supera il milione, con picchi di visualizzazioni per i video che oltrepassano i tre milioni. E pensare che l’idea di raccontarsi e lanciare anche in Italia (dall’America) i «social experiments» era nata quasi per gioco. Una sorta di candid camera seria, dove l’obiettivo è vedere come reagiscono le persone di fronte a fatti della vita quotidiana: l’abbandono di un cane, un mendicante che chiede cibo, un disabile che deve combattere contro le barriere architettoniche.
Alessandro e Alessio, entrambi 25enni, il primo studente di ingegneria dell’automazione al Politecnico e il secondo di architettura ambientale, si conoscono a Milano, nel quartiere di Rogoredo. «Le mamme ci portavano nello stesso parchetto a giocare, abbiamo fatto le elementari insieme e insomma… è un’amicizia che continua dall’infanzia». A differenziarli c’è il liceo: il primo va allo scientifico Einstein e ha una passione per l’italiano e la filosofia. Alessio, invece, frequenta il Luca Pacioli di Cremona, per geometri, e adora la progettazione, «la materia più creativa».

Quando e in che modo è nata l’idea di lanciare il progetto?A quali modelli vi siete ispirati?
Alessandro: «Nel 2013 ho cominciato a guardare i video prank americani (burla, ndr.) e ho visto che lì funzionavano molto. Cercando su Youtube Italia però ho notato che ancora non ce n’erano. Alessio e io siamo sempre stati appassionati di scherzi e così abbiamo deciso di colmare questo vuoto».

Alessio: «Abbiamo preso spunto dai programmi che ci hanno intrattenuto durante gli anni ‘90 e i primi del 2000 in tv: Gip, le Iene e tutto il loro mondo, soprattutto gli sketch di Andrea Pellizzari. A quell’epoca andavano le candid in stile tedesco, con la musica e senza parlato. Le Iene hanno invece iniziato a proporle in modo diverso. Altra fonte importantissima per noi sono stati i prodotti visti sul web e sui canali Usa» (sotto il primo video realizzato dai theShow che ha ottenuto 743.016 visualizzazioni).

In che cosa consiste il vostro «mestiere» e perché vi differenziate dai «semplici» youtuber?
Alessandro: «Sostanzialmente lo youtuber crea contenuti video che possano intrattenere il più vasto numero di persone possibile, nel nostro caso con la speranza di divertirle. Più che definirci youtuber, però, preferiamo definirci creatori di contenuti, studiati per e fruibili da Youtube, ma anche attraverso altri media. Con un linguaggio più idoneo alla tv ad esempio. È importante essere sempre consapevoli del mezzo attraverso cui saranno veicolati al pubblico. Insomma, l’utente finale è il fattore determinante».

Il primo video dei «theShow»: metodi di spesa alternativa

Qual è il bello della vostra attività?
Alessandro: «Sicuramente il fatto che sia un lavoro creativo. Uno dei vantaggi dell’avere un canale Youtube è che, non avendo un editore, noi siamo produttori ed editori dei nostri contenuti. Abbiamo quindi completa libertà di espressione».

Alessio: «… Non che lavorare con un editore sia una cosa sbagliata, attenzione. Però di sicuro è limitante».

Sono tantissimi i ragazzi che sognano di diventare famosi come voi. Che consigli dareste loro? E quali sono gli errori da evitare?
Alessandro: «Semplice: se sogni di diventare famoso cambia sogno. Puoi sognare di creare contenuti e di far divertire le persone. Noi non siamo partiti con l’idea di diventare famosi, poi, per merito o per fortuna, è andata bene e abbiamo raggiunto un pubblico ampio. Il consiglio serio è quello di impegnarsi senza però trascurare le cose importanti come la scuola per un’ improbabile carriera su Youtube. Bisogna darsi delle priorità».

Alessio: «Sottoscrivo tutto».

Come nasce una candid? Su cosa bisogna puntare per far ridere gli spettatori con un esperimento sociale ?
Alessandro: «Una candid nasce nel momento in cui ci mettiamo al tavolo e iniziamo a fare brainstorming. Per divertire chi guarda, cerchiamo di creare delle situazioni che conducano le nostre vittime in una realtà paradossale vista dall’esterno. È fondamentale dar vita a un contesto che renda plausibile l’assurdo. Un esempio? Ricevere come inserto del giornale un water (sfiora l’icona blu per vedere il video). Ovviamente chi guarda da fuori si rende conto di quanto sia improbabile e assurda la situazione e questa dicotomia fa ridere. Oh, ho detto dicotomia».

Alessio: «Partiamo da un concetto o da un argomento più o meno serio, poi sviluppiamo la scena. L’importante è trovare il giusto escamotage per far emergere il comportamento o meglio la reazione delle persone in una determinata situazione»

In che modo vi preoccupate di non urtare la sensibilità di coloro che incontrerete per strada?
Alessio: «Stiamo attenti già in fase di scrittura, per questo ad esempio non abbiamo mai avuto problemi con la giustizia o la polizia».

Oltre a far divertire chi vi segue, spesso vi lanciate in esperimenti sociali più «seri», trattando temi come la povertà e l’omofobia…
Alessandro: «Una volta acquisita una certa popolarità, abbiamo iniziato a sentirne il peso. Di conseguenza abbiamo deciso di cominciare a “educare” il nostro pubblico, oltre che a divertirlo. Ci rivolgiamo a una platea eterogenea, formata quasi solo da adulti o universitari; c’è però un 20-25% costituito da minorenni e, quando facciamo questa tipologia di video, ci rivolgiamo principalmente a loro. Gli adolescenti di oggi non hanno modelli di riferimento e non usano neanche più la televisione (non che prima ci fossero grandi modelli…). Non ci proponiamo come modelli da seguire, ma possiamo mandare dei messaggi educativi. La nostra è una specie di “truffa psicologica”. In questi casi mi piace sempre citare Tasso, che per fare prendere una medicina amara a un bambino mette del miele sull’orlo del bicchiere. È amara ma serve al suo bene, quindi si cerca di rendergliela dolce. I nostri video più stupidi sono il miele. Con la popolarità acquisita tramite quei video, riusciamo a passare anche dei messaggi che riteniamo importanti. Un esempio? Il video “Vivere come un senzatetto a Natale” ha ottenuto 1.312.700 visualizzazioni».

«theShow»: Vivere Come un Senzatetto a Natale

Qual è il vostro video meglio riuscito? E quale non vi ha soddisfatto?
Alessio: «Quale non mi ha soddisfatto non saprei dirlo, tendenzialmente però quelli vecchi, perché penso che andando avanti si debba sempre migliorare. Invece, mi ha soddisfatto molto la parodia di Pechino Express, “Casapusterlengo Express”, con 429.681 visualizzazioni. È uno dei video che sono proprio contento di aver realizzato perché l’abbiamo scritto per bene, girato per bene, montato per bene».

Che effetto vi fa essere riconosciuti in strada dalle persone?
Alessandro: «Ci fa molto piacere, è uno dei modi con i quali ci rendiamo conto che i numeri, che vediamo nel contatore delle visualizzazioni o nel contatore degli iscritti, sono effettivamente delle persone in carne e ossa, che apprezzano quello che facciamo. Altri modi sono gli eventi live che abbiamo fatto come COTR, prodotto da Show Reel».

Casalpusterlengo Express – La parodia di Pechino dei theShow

Cosa manca oggi in televisione per appassionare i ragazzi?
Alessandro: «Beh, noi. Sicuramente il palinsesto dedicato ai giovani, ma anche all’età 18-25, è un po’ carente di … NOI».

Un pregio e, soprattutto, un difetto dell’altro?
Alessandro: «Alessio è davvero molto creativo, soprattutto per quanto riguarda gli scherzi. Il suo difetto è che è l’incarnazione terrestre dell’ansia. Vive la sua vita inseguito dall’ansia. Gli consiglierei degli ansiolitici se non fosse che sono contrario ai farmaci. Sono un po’ come la Brigliadori…. ahahahahhaha»

Alessio: «Il difetto di Alessandro sono i suoi piedi. Ha dei piedi orribili, davvero disgustosi. Il suo pregio è che non usa scarpe infradito quindi li copre».

I vostri video mettono in luce un carattere estroverso… ma nella vita siete timidi e riservati?
Alessio: «No per niente. Diciamo che siamo persone normali a cui piace intrattenere gli amici quando ci si riunisce in occasione di cene o compleanni».

I «theShow» tra dieci anni?
Alessio: «Spero continueranno a fare un lavoro che dà soddisfazioni come quello di adesso».

Come vi divertite oltre il lavoro? Come si svolge una vostra giornata tradizionale? Quanto spazio vi rimane per la vita privata?
Alessio: «Non abbiamo una giornata tipo da qualche mese… Il nostro calendario è pieno di impegni molto diversi l’uno dall’altro e, per di più, in luoghi spesso distanti da Milano, città in cui risiediamo, quindi è difficile avere una routine…. Ci sono giorni in cui siamo serrati in ufficio a scrivere le sceneggiature dei video che andremo a girare nei giorni successivi, giorni in cui montiamo e giorni in cui rispondiamo alle interviste… Non rischiamo mai di annoiarci… ».

Perché avete deciso di partecipare a Pechino Express e come siete stati contattati? Cosa vi piace del programma e cosa invece no?
Alessio: «Perché era un viaggio gratis e noi, venendo dalle periferie, l’unico posto che abbiamo visitato è Loano e, visto dall’autostrada però, anche Forte dei Marmi… Scherzo… È uno dei pochi programmi che unisce intrattenimento e cultura. Guardando le scorse edizioni, ho visto che era una specie di documentario, sicuramente interessante ma anche divertente… ti permette di sorridere, a volte anche ridere, e al contempo conoscere luoghi curiosi lontanissimi da noi. Si raccontano storie e si mostrano località che io, senza Pechino, non avrei mai visto… non so neppure se senza questo programma avrei mai raggiunto il Sud America… il bello di Pechino è questo: metterti in una situazione che altrimenti non vivresti mai. Invece il brutto è Costantino. No, scherzo di nuovo, lui è il punto forte. Se devo essere sincero, l’unica cosa brutta di Pechino Express è che ha una fine».

Progetti futuri? Sappiamo che presto uscirà un libro…
Alessio: «Per ora il più importante progetto futuro è l’uscita del nostro manuale (il preorder è già partito quindi, per tutti coloro che volessero prenotarlo, si può fare…), una raccolta di teorie ed esercizi pratici su, cito il libro “FALLO — Teorie inutili ed esercizi pratici per vincere le paranoie ed essere vergognosamente felici” (presentato in anteprima al Lucca Comics il 28 ottobre, ndr.). Abbiamo scritto questo manuale perché spesso ci è stato domandato dove trovassimo il coraggio di fare determinate cose (come se fossero assolutamente fuori dal comune)… Ognuno di noi pensa che osare voglia dire rischiare. In realtà, se osi, quasi sempre, non succede assolutamente nulla di irreparabile o drammatico. Per esempio, è inutile e controproducente avere un problema con un collega di lavoro e tenersi tutto dentro perché ci si logora e la situazione di sicuro non cambia. Bisogna avere il coraggio di confrontarsi civilmente, trovando una soluzione, solo questo può risolvere definitivamente il problema».

Che lavoro vorreste fare? Sogno e viaggio nel cassetto?
Alessio e Alessandro: «Il lavoro che vorremmo fare è: fare intrattenimento e produrre contenuti che facciano divertire più persone possibili. Poi ci piacerebbe condurre Sanremo quindi l’obiettivo primario è quello. Non ce ne voglia Carlo Conti ma abbiamo già fatto l’abbonamento al Solarium quindi tra tre anni saremo sicuramente all’altezza. Nel frattempo, se qualcuno ci volesse dare la conduzione di una trasmissione più piccola, noi non ci arrabbiamo».

27 ottobre 2016

Non chiamateci solo youtuber Alessandro e Alessio, i theShow