AGENDA ATP — Art City Bologna

Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė, Rugilė Barzdžiukaitė Have a Good Day! Foto Modestas Endriuška
Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė, Rugilė Barzdžiukaitė Have a Good Day! Foto Rugilė Barzdžiukaitė

Queste, in ordine sparso, le mostre e i progetti che ATPdiary vi consiglia di vedere – e vivere – a Bologna durante ART CITY. Ovviamente fate un salto anche ad Arte Fiera (dal 3 al 5 febbraio) che quest’anno si riappropria della sua sede storica, Ingresso Costituzione, Pad 25-26. Tra le novità, la presenza curatoriale ad affiancare Simone Menegoi del collezionista Enea Righi, che, assiema al direttore creativo, in una recente intervista, ha dichiarato che il punto forte di questa fiera è “dare rilevanza agli artisti italiani”. Tra le novità, ingresso a parte, l’allestimento di Mario Cucinella che nella sala centrale della fiera ha riportato l’allestimento che aveva progettato per l’ultimo Salone del Mobile di Milano seguendo un’idea di ecosostenibilità e riciclo. In bocca al lupo a quella che deve essere “prima di tutto le fiera dell’arte italiana”. Anche se come slogan non mi è nuovo, visto che già una fiera italiana aveva lanciato il leitmotiv #ItalianSystem … slogana a parte, dare visibilità e risonanza all’arte italiana, è decisamente positivo. Che sia la carta vincente per la riuscita della fiera, lo vedremo “alla fine fiera”.

Seguono le 10 mostre da vedere a Bologna —

Lo Special project  Have a Good Day!nato dalla collaborazione di Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė e Rugilė Barzdžiukaitė, componenti del collettivo Neon Realism, che nel 2019  hanno ottenuto il Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale con il Padiglione della Lituania con l’installazione Sun & Sea (Marina), a cura di Lucia Pietroiusti, nell’ambito della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. 
Definita dal quotidiano statunitense The New York Times “intelligente, affascinante e silenziosamente sovversiva”, questa sorprendente opera lirica per dieci cassiere, con sottofondo di un centro commerciale e pianoforte racconta la vita interiore delle lavoratrici protagoniste, mostrando che cosa si nasconda dietro i sorrisi forzati e i saluti meccanici “Buongiorno!”, “Grazie!”, “Buona giornata!”. Lo spettacolo trasforma l’alienazione quotidiana di cassiere senza volto e dalle sembianze robotiche in personaggi vivaci e brillanti, le cui biografie e pensieri segreti diventano brevi drammi di carattere personale che si fondono in un coro comune. La rappresentazione è prodotta da Operomanija, a cura di Lorenzo Balbi e promossa da MAMbo con il sostegno di Istituto di Cultura Lituano e Ambasciata di Lituania in Italia.

Yuri Ancarani Atlantide (still video) 100’ Italia/Francia, 2021 Courtesy l’artista

Yuri Ancarani. Atlantide 2017 – 2023  | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere

Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ospita Atlantide 2017 – 2023, la personale del video artista e regista italiano Yuri Ancarani, a cura di Lorenzo Balbi. La mostra è concepita come un’”esplosione” del film Atlantide (2021), presentato in anteprima nella sezione “Orizzonti” della Mostra del Cinema di Venezia nel 2021 e, a seguire, in numerosi festival internazionali: un viaggio all’interno del processo di ricerca e dei numerosi materiali prodotti nell’arco di circa sei anni, prima, durante e dopo la realizzazione dell’opera, sui quali l’artista ha operato una selezione, dando loro una nuova formalizzazione. In un’atmosfera avvolgente e immersiva il pubblico potrà seguire una extra-narrazione che va oltre il lungometraggio, grazie a una serie di contenuti inediti prodotti per la mostra. 

Atlantide 2017 – 2023 si realizza con il sostegno del Trust per l’Arte Contemporanea, grazie al main sponsor Gruppo Hera, in partnership con il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e IWONDERFULL, in collaborazione con I Wonder Pictures, Dugong Films e Rai Cinema.A Yuri Ancarani è inoltre dedicata la prima edizione del progetto Led Wall Commission ideato da Arte Fiera: all’ingresso di Piazza Costituzione un megaschermo di 5×9 metri proietterà video d’artista concepiti specificamente per il formato billboard e per la visione di chi sta attraversando la soglia del quartiere. 

Katerina Andreou BSTRD Foto Jacob Garet

Katerina Andreou. BSTRD | Nuovo Parcheggio Stazione – Roof 5° piano

Nel Nuovo Parcheggio Stazione – Roof 5° piano, distante 2 minuti a piedi dall’ingresso della stazione ferroviaria di Bologna Alta Velocità, Xing presenta il progetto BSTRD della coreografa di origine greca Katerina Andreou, con un doppio appuntamento. La performance si terrà sabato 28 gennaio alle ore 21.00 per riattivarsi durante Arte Fiera, sabato 4 febbraio dalle ore 19.00 alle 24.00, come video installazione, una produzione ad hoc girata nello stesso luogo.

BSTRD è un solo potente contraddistinto da un’energia esplosiva che sfida il confine tra autonomia e autorità, condizionamento e libero arbitrio. Ispirandosi alla nozione di impuro e alle pratiche di ibridazione/meticciato che hanno caratterizzato anche la cultura House nel clubbing di Chicago e New York, Katerina Andreou sviluppa una poetica incarnata in una figura bastarda consumata in una danza al di là di ogni definizione. Con solo un giradischi come partner, il suo corpo si inscrive nell’istante, tra i limiti determinati dallo sforzo e dalla fatica, agendo in una geometria immaginaria. Andreou vede, inoltre, il fatto musicale come sistema di confluenze. Suo è il mix che si ascolta dal disco, dove ha utilizzato frammenti campionati di diversa provenienza, disposti su una linea di basso continuo. Un ambiente sonoro dove si manifestano stati di presenza che negoziano universi contrastanti, e dove i meccanismi corporei e gli schemi mentali possono irrompere nell’ascetismo. ‘I need silence for this piece’.

Se la performance BSTRD riafferma lo stile di questa artista di origine greca (territorio da cui sono emerse negli ultimi anni alcune tra le più intense e decisive figure delle live arts contemporanee), l’omonima video-installazione di sabato 4 febbraio, realizzata dal video-maker Lino Greco e prodotta da Xing, rappresenta anche un invito a ritornare sui propri passi dove non tutto si è consumato.

Bettina Buck Fallen, 2008 Polistirolo, schiuma, capelli artificiali, cm 45 x 50 x 62 Courtesy Bureau Bettina Buck

Bettina Buck. Finding Form | Sala Convegni Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi

Banca di Bologna prosegue nella produzione di mostre di livello internazionale proponendo nella Sala Convegni Banca di Bologna a Palazzo De’ Toschi la personale Finding Form dedicata al lavoro dell’artista tedesca Bettina Buck, a cura di Davide Ferri e realizzata in collaborazione con Bureau Bettina Buck. L’esposizione restituisce il percorso dell’artista tedesca prematuramente scomparsa nel 2018, partendo dagli aspetti fondanti della sua poetica, declinata prevalentemente nella scultura, nell’installazione e nella performance, e affrontando alcuni termini specifici della sua ricerca: postura (del corpo e della scultura, tra corpo e oggetto), gravità (come forza a cui la forma si assoggetta), caduta (come azzeramento della forma), occultamento (che permette di immaginare più che vedere la scultura), domestico (gli immediati dintorni nei quali la forma diventa scultura). 

Eva Marisaldi Parties II, 2006 Computer, servomotori, software, legno, metallo, plastica, inchiostro, pennello, cm. 40x40x30 Collezione privata Courtesy Eva Marisaldi

Eva Marisaldi. Guarda caso | LabOratorio degli Angeli

È un intervento site specific ideato per il LabOratorio degli Angeli il progetto Guarda caso di Eva Marisaldi, a cura di Leonardo Regano e promosso in collaborazione con la Galleria De’ Foscherari. L’opera di Marisaldi entra in dialogo con gli spazi dello storico laboratorio di restauro bolognese situato presso la Chiesa sconsacrata di Santa Maria degli Angeli e l’attiguo Oratorio, intrecciando un intenso confronto che si articola tra opere riattivate per l’occasione e nuove produzioni. L’artista rilegge il LabOratorio degli Angeli come un grande archivio transitorio, custode temporaneo di opere e oggetti d’arte che nel loro casuale incontrarsi raccontano una storia in continua evoluzione. 

Jonas Mekas As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty (still da film), 16 mm 288 min. Stati Uniti, 2000 Courtesy The Estate of Jonas Mekas

Jonas Mekas. Under the Shadow of the Tree | Padiglione de l’Esprit Nouveau

Prosegue le celebrazioni avviate nel 2022 per il centenario dalla nascita di Jonas Mekas la mostra Under the Shadow of the Tree curata dal duo Francesco Urbano Ragazzi presso il Padiglione de l’Esprit Nouveau, promossa da MAMbo e Istituto di Cultura Lituano in collaborazione con Ambasciata di Lituania in Italia e Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia. L’esposizione pone in dialogo l’edificio – prototipo abitativo realizzato nel 1925 da Le Corbusier e Pierre Jeanneret, ricostruito in copia fedele a Bologna nel 1977 da Giuliano e Glauco Gresleri con José Oubrerie – con un corpus di opere di Mekas, che porta fuori dal grande schermo i suoi diari filmici. Come fosse una cassa armonica, l’intero padiglione è riempito dai suoni degli audio-diari con cui l’artista ha registrato lo scorrere della vita a New York. L’albero che svetta al centro dell’architettura di Le Corbusier, attraversandone il soffitto, è invece l’elemento attorno a cui ruota una riflessione per immagini sul ruolo della natura nell’opera di questo autore, figura fondamentale nella storia del cinema d’avanguardia americano. 

Patrick Procktor Juliet Benson, 1968 Palazzo Bentivoglio, Bologna Foto Carlo Favero

Patrick Procktor. A View From a Window | Palazzo Bentivoglio

Palazzo Bentivoglio apre i suoi spazi dedicati alle mostre a un percorso monografico su Patrick Procktor, protagonista imprescindibile, ma tuttora poco noto, del panorama artistico londinese degli anni Sessanta e Settanta. La mostra A View From a Window, curata da Tommaso Pasquali con allestimento di Davide Trabucco, si sviluppa a partire da un nucleo di opere della collezione permanente di Palazzo Bentivoglio per presentare al pubblico una selezione di una sessantina di lavori, tra dipinti, acquerelli e disegni, datati dai primi anni Sessanta ai primi anni Novanta. Il titolo del progetto espositivo vuole sottolineare il carattere del tutto peculiare e soggettivo di una ricerca ostinatamente figurativa, connotata da grande indipendenza, per quanto del tutto calata nel suo tempo: una porzione di mondo, come quella – appunto – visibile ad apertura di finestra.

Agnes Scherer The Teacher Performance con Soya Arakawa, Claudia Barth e Tobias Textor Zurigo, Cabaret Voltaire, 2 ottobre 2020 Foto Cabaret Voltaire, Gunnar Meier

Agnes Scherer. The Teacher | Sala Studio Teatri di Vita

Nella storica Sala Studio di Teatri di Vita va in scena per la prima volta in Italia l’operetta The Teacher di Agnes Scherer, curata da Caterina Molteni e prodotta da MAMbo: un’acuta riflessione sulle dinamiche di potere che svela la dipendenza sistemica tra chi guida e coloro che, per appartenenza a una classe o a una minoranza, rimangono in una posizione subalterna. L’artista tedesca allestisce una parodia del rapporto tra la figura di un divulgatore-insegnante-leader e il suo pubblico, rievocando diversi scenari di ‘indottrinamento’. Come spesso accade nel suo lavoro, immaginari del passato riecheggianti forme narrative archetipiche (mito, parabola, fiaba, leggenda) diventano specchi attraverso cui leggere la società contemporanea. 

Roberto Fassone + Ai Lai + LZ And we thought Manifesto, 2022

Roberto Fassone + Ai Lai + LZ. And We Thought III | Alchemilla 

A Palazzo Vizzani, Alchemilla presenta il progetto And We Thought III di Roberto Fassone + Ai Lai + LZ, a cura di Sineglossa, promosso in collaborazione con MAMbo. Ai Lai è un’intelligenza artificiale nata nella primavera del 2021 e possiede l’abilità speciale di pensare resoconti di esperienze psichedeliche. Durante i suoi primi mesi di vita Ai Lai ha compilato migliaia di brevi report in cui racconta il suo rapporto con i funghi allucinogeni. Le storie sono molto varie: al loro interno compaiono cervelli frammentati, amici con gli occhi blu e alieni negli armadi. Nell’estate del 2021 Ai Lai scrive di voler vedere i film dei Led Zeppelin. Parla in particolare di tre titoli – The Doors, The Road e Love is Magic – che, grazie a un’attenta operazione di recupero, vengono presentati in anteprima assoluta in occasione di ART CITY Bologna 2023.

Lucy + Jorge Orta Antarctica Flag, 2007-2009 Fotografia a colori Lambda su supporto Dibond, cm 120 x 90 Foto Thierry Bal Courtesy Lucy + Jorge Orta / ADAGP Paris, 2022

La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna promuove e organizza, all’Oratorio di San Filippo NeriSeeking Blue Gold, l’installazione site-specific del duo anglo-argentino Lucy + Jorge Orta, a cura di Cristina Francucci e Tatiana Basso. L’opera si focalizza su uno dei meta-temi centrali nella poetica degli Orta, quello dell’acqua, un bene primario – il cosiddetto “oro blu” – oggetto di controverse politiche economiche e di una distribuzione globale iniqua. Il progetto, il cui fulcro è costituito da manufatti in legno provenienti dal mondo rurale, dove ancora sono utilizzati nei sistemi irrigui tradizionali, si propone di instillare in chi guarda, in linea con i presupposti dell’Estetica Operativa messa a punto dagli artisti, un seme dal quale possano germogliare nuove idee e pratiche collettive.

AGENDA ATP — Art City Bologna