Autodemolizione della Chiesa Cattolica, ad Opera della Gerarchia. Catholicus.


2 Gennaio 2023


Pubblicato da Marco Tosatti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un lettore antico del nostro sito offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Chiesa, che assumono un significato particolare dopo la scomparsa del primo “papa emerito” della Storia, Benedetto XVI. Buona lettura.

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 Autodemolizione della Chiesa Cattolica

…..ad opera della sua gerarchia

di Catholicus

Spero non ce ne vorrà il dottor Quirino Maestrello, pittore e profondo conoscitore dell’attuale grave crisi della Chiesa Cattolica, se prendiamo a prestito il titolo di un suo importante lavoro, concordando pienamente con il sottotolo dell’opera in questione (ciò che un Cattolico ha diritto di sapere), per cercare di spiegare le origini e le modalità della più grave crisi mai attraversata dalla  Chiesa di Cristo in due millenni di vita.

 

Ogni grande organizzazione sociale, e quindi anche la Chiesa Cattolica,  presenta tre caratteristiche fondamentali, costitutive, articolandosi su tre distinti livelli : le basi,  cioè le fondamenta teoriche (nel nostro caso la Rivelazione e la sua esposizione dottrinale) , gli strumenti operativi, conformi e coerenti e coerenti con le base teoriche (nel nostro caso la liturgia, i sacramenti ed i sacramentali) e gli obiettivi a cui essa tende, naturale conseguenza delle sue basi teoriche e dei suoi strumenti operativi (nel nostro caso la salus animarum, cioè la salvezza delle anime, l’evangelizzazione, la missione)..

Questo quadro generale, che potremmo definire, senza voler mancare di rispetto, di organizzazione aziendale, vale, come dicevamo, anche per la Chiesa Cattolica, precisamente per la cosidetta Chiesa militante, quella visibile, terrena, senza dimenticare le altre due componenti la Chiesa di Cristo, precisamente la Chiesa purgante, rappresentata dalle anime sante del Purgatorio, in fase di purificazione da ogni residuo di peccato veniale, e infine la Chiesa Trionfante, rappresentata dalla SS.ma Trinità, da Maria SS.ma e dalla comunione dei santi del Paradiso. Quindi anche la parte visibile, terrena, della Chiesa di Cristo, nella sua struttura organizzativa ed operativa, dal suo vertice,  la Prima Sede,  alla base, il curatino di campagna, i frati e le suore (escludiamo in questa fase di prendere in considerazione i fedeli, poiché essi sono più vittime che artefici del tradimento clericale), cioè la Chiesa-istituzione, risulta caratterizzata da questi tre aspetti fondamentali, sui quali si riflette la sua Fedeltà al mandato divino, o il suo subdolo e perfido tradimento.

 

L’istituzione purtroppo è stata infiltrata da agenti esterni della sovversione, con il classico metodo del cavallo di Troia, agenti che poi, una volta giunti ai posti nevralgici dell’organizzazione, hanno sferrato il loro assalto alla cabina di regia, al ponte di comando, e si sono impossessati della barca di Pietro (metaforicamente parlando). Ciò si è reso possibile quando la setta segreta ha potuto piazzare sul soglio petrino “un papa secondo i suoi desideri”, come recitavano le Istruzioni per l’Alta Vendita della  cosca massonico-carbonara della prima metà dell’800, artefice della “rivoluzione italiana”, come gli storici ottocenteschi definivano realisticamente il processo risorgimentale, una vera e propria rivoluzione anticattolica ed antiitaliana, come risulta dall’opera di alcuni recenti storici coraggiosi (Angela Pellicciari, Massimo Viglione, ecc.).

Una volta impadronitosi delle leve di comando dell’istituzione, il clero traditore, ribelle e rivoluzionario, ha iniziato la sua opera demolitrice, a tutti i livelli, dottrinale, liturgico e pastorale, forte dell’ inganno perpetrato nei confronti dei fedeli e del basso clero, cui facevano credere di voler attuare solo un aggiornamento del linguaggio e degli strumenti operativi (liturgia e riti) alla sensibilità moderna, mentre procedevano allo smantellamento progressivo dell’opera creata da NSGC. Mentre continuavano a presentarsi come seguaci di Cristo, in realtà operavano per conto del Suo nemico, il diavolo, creando una falsa immagine della Chiesa ed una falsa immagine di Cristo, dietro cui si celava il  loro vero intento, la sostituzione del Regno Sociale di Cristo con il regno di Satana. Una guerra totale contro la Chiesa Cattolica così come è stata per 1958 anni, quindi, una delenda Cartago con annessa  damnatio memoriae, per sostituirla con la loro falsa Chiesa e, in prospettiva, con la religione unica mondiale di stampo massonico, dalla quale sia scomparsa ogni traccia di Cristo Redentore, della Madonna, dei santi.

 

La demolizione della dottrina bimillenaria è stata attuata presentandola come rigida, divisiva, priva di misericordia : dogmi, comandamenti e  precetti sono stati furbescamente dipinti come pietre lanciate contro poveri esseri indifesi…Gesù sarebbe venuto per annunciare l’amore universale, in versione hippy, New Age, non per portare la divisione tra buoni e cattivi, per separare il buon grano dalla gramigna: Due esempi di questa mentalità modernista, anticristiana oltre che anticattolica, tratti da omelie domenicali : a) il cristiano non deve guardare verso l’alto, facendo un cammino di perfezione spirituale e mettendone al corrente il suo confessore, no, deve guardare verso il basso, altrimenti porta la divisione nella sua comunità (sic!); b) non è importante sapere tante cose (comandamenti e precetti, è ovvio), l’importante è stare assieme (puro antropocentrismo). Così il bene diventa male, e viceversa, i peccati diventano fragilità, non se ne parla più come di causa di dannazione eterna,  realtà completamente scomparsa dalle menti moderniste (Dio non giudica nessuno, non condanna nessuno, ci accetta tutti così come siamo: ma allora,  cosa ci state a fare voi preti lì? perché non andate a lavorare nei campi? c’è molto bisogno di braccia in agricoltura, non di racconta balle, però…).

 

La liturgia è stata letteralmente stravolta, con l’abbandono del latino (dotato anche di potere esorcistico), con il nuovo rito di Bugnini-Montini, un ibrido catto-protestante, poco cattolico e molto protestante (vi contribuirono sei pastori protestanti, nominati da papa Montini),  fatto per venire incontro ai protestanti e per poter adulterare, manipolare e falsificare le scritture (ciò che l’uso della lingua latina, universale, non consentiva); cambiata la messa, cambiata la religione, come diceva Martin Lutero. Paolo VI voleva imporre ad ogni costo la riforma liturgica, ragion per cui non volle ricevere i cardinali Bacci e Ottaviani, che chiesero udienza per discutere con lui il “Breve esame del NOM” (opera di Padre Guerard de Lauriers e di Cristina Campo); lo esigeva la rivoluzione modernista, da cui non si doveva tornare indietro, come è nello spirito di ogni rivoluzione che si rispetti. In tale spirito, poi,  il clero ha fatto strame dei segni visibili del rito tridentino : via le balaustre, via l’altare “versum Deo”, sostituito da un tavolo da refettorio, via gli inginocchiatoi, via i confessionali (adesso ci si confessa “faccia a faccia”, come in una chiacchierata tra amici), niente più ripetizione incruenta del sacrificio della Croce, ad  opera dell’alter Christus, il sacerdote celebrante, ma semplice memoria dell’Ultima  Cena, durante una specie di assemblea condominiale, dove il celebrante si limita a presiedere una riunione, concelebrando con tutta l’assemblea; via il canto gregoriano, via l’organo, sostituiti entrambi da bonghi, chitarre e canti similprotestanti;  omelie a carattere sociopolitico, antropocentriche al 100%; celebrazione dell’uomo al posto di Dio, insomma.  Significativo questo commento di un blogger francese :  “Avec les novateurs le seul langage à tenir est le suivant : Vous détestez la messe de toujours ? Eh bien, c’est la preuve que vous n’êtes plus catholiques. Et c’est parce que vous n’êtes plus catholiques que nous ne voulons pas de votre nouvelle liturgie et de vos nouvelles doctrines.” Non serve tradurre, anche perché ne soffrirebbe la musicalità della bella lingua dei cugini d’oltralpe.

 

La pastorale, il carattere missionario della Chiesa, l’evangelizzazione (presentata come proselitismo  coercitivo)  è stata ripudiata, negata : “il proselitismo? è una sciocchezza, paralizza; vado a dire a uno di farsi cristiano, cattolico? No, No, No” ci insegna Bergoglio; ci sono missionari che si vantano di non aver mai battezzato nessuno (uno addirittura in ben 53 anni !); del resto, cosa ci si attende da chi ha canonizzato una suora, Madre Teresa,  che nella sua vita tra i non cristiani, pur svolgendovi una grande azione caritatevole, non ha mai voluto battezzare nessuno, nemmeno se era in punto di morte, affermando che è giusto che ognuno viva e muoia nella sua fede, cioè nella sua falsa religione… (dimenticava forse che la Verità è la prima forma di carità, e che le opere di misericordia spirituale non sono meno importanti di quelle corporali ?). Quindi guerra aperta all’obiettivo principale della Chiesa, l’evangelizzazione di tutte le genti, fino ai confini della terra, battezzando tutti “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo….chi si farà battezzare sarà salvato, e chi si rifiuterà sarà condannato”: il clero ribelle e rivoluzionario ha cercato di rimuovere, cancellare questo fondamentale obiettivo missionario, sostituendovi l’ideologia ecumenista ed il dialogo sterile ed infruttuoso, “ad intra” con il sibillino “subsistit in” di Lumen Gentium 8/b, rivolto alla miriade di sette del  mondo protestante e ben espresso nel documento Unitatis Reintegratio, e “ad extra” con il nefasto documento “Nostra Aetate”, rivolto alle religioni non cristiane, quelle da sempre definite “false religioni”.

 

Vediamo adesso il pensiero di due eminenti personalità del fronte clericale  antimodernista, due vere guide del “piccolo resto” di evangelica memoria, rispettivamente mons. Richard Williamson, dell’Unione Sacerdotale Marcèl Léfèbvre  e mons. Carlo Maria Viganò, che non abbisogna di presentazione alcuna, tanto è nota la sua figura coraggiosa e combattiva.

 

Mons. Richard Williamson così si esprime “al Concilio Vaticano II un diabolico complotto per distruggere la Chiesa Cattolica è riuscito a convincere i principali ecclesiastici a sostituire la vera Fede, incentrata su Dio, con una falsa parodia di quella Fede, incentrata sull’uomo. E questi uomini di Chiesa – due Papi e circa 2.000 vescovi – hanno continuato a loro volta a convincere la grande maggioranza di anime cattoliche in tutto il mondo ad aderire alla nuova religione umanista, perché questi Papi e vescovi, abusando della loro Autorità, hanno manipolato tutte quelle anime pronte ad obbedire a coloro che erano stati investiti del mandato di Cristo…..perciò i capi del Vaticano II, che sapevano esattamente cosa stavano facendo per distruggere la Chiesa, furono supremamente colpevoli, mentre tutti i vescovi, i sacerdoti e i laici sotto di loro che erano stati ingannati – e si trattava della maggior parte di loro – furono relativamente innocenti. Come dice l’Arcivescovo Vigano, all’epoca non riusciva a credere che i suoi colleghi volessero distruggere la Chiesa. Ora ci crede, perché il confronto con l’immoralità che sempre segue la corruzione della dottrina Cattolica gli ha aperto gli occhi su come l’Autorità abbia tradito la Verità”

Mons. Richard Williamson “Commenti Eleison”  DCCCIV – 804

letters@eleisoncomments.com

 

Dal canto suo, mons. Carlo Maria Viganò non risparmia severe critiche all’opera di Bergoglio e, più in generale, alla rivoluzione attuata dai papi conciliari con il loro nefasto C.V. II :

Vi è un qualcosa di terribilmente egocentrico, tipico dell’orgoglio luciferino, nel pretendersi migliori di chi ci ha preceduto, rimproverandogli a torto un autoritarismo cui si ricorre per primi e con scopi opposti alla salvezza delle anime.”

Per mons. Viganò, quelle di Bergoglio sono “parole di un’impudenza inaudita, quasi beffarde”; secondo lui “la “chiesa conciliare” si considera erede del Vaticano II prescindendo dagli altri venti Concili Ecumenici che l’hanno preceduto nel corso dei secoli: questo è il fattore principale della sua autoreferenzialità. Essa vi prescinde nella Fede, proponendo una dottrina contraria a quella insegnata da Nostro Signore, predicata dagli Apostoli e trasmessa dalla Santa Chiesa; essa vi prescinde nella Morale, derogando ai principi in nome della morale situazionale; essa vi prescinde infine nella Liturgia, che in quanto espressione orante della lex credendi si è voluto adattare al nuovo magistero, e allo stesso tempo si è prestata essa stessa come potentissimo strumento di indottrinamento dei fedeli. La Fede del popolo è stata corrotta scientificamente tramite l’adulterazione della Santa Messa operata con il Novus Ordo, grazie al quale gli errori contenuti in nuce nei testi del Vaticano II hanno preso corpo nell’azione sacra e si sono diffusi come un contagio.”

 

 Ancor più chiaramente Mons. Viganò afferma  “Il disastro era prevedibile fin dall’inizio. Ma come ho spiegato, eravamo stati educati – nella nostra formazione al ministero sacerdotale e ancor più in quella al servizio diplomatico – a ritenere impensabile che il Papa e l’intera Gerarchia cattolica potessero abusare della loro autorità, esercitandola per uno scopo contrario a ciò che Nostro Signore ha voluto per la sua Chiesa. Eravamo stati formati a non mettere in discussione l’autorità dei Superiori. E questo è stato sfruttato da chi, proprio approfittando della nostra obbedienza e del nostro amore verso la Chiesa di Cristo, piano piano, passo dopo passo, ci ha condotto ad accettare nuove dottrine, estranee a quelle che la Santa Chiesa ha sempre insegnato, soprattutto riguardo all’ecumenismo e alla libertà religiosa”

 

Infine, un’ultima sua  limpida dichiarazione sul tradimento della gerarchia al Concilio Vaticano II :  “Al Concilio Vaticano II, molti di noi siamo stati ingannati. In buona fede, abbiamo tenuto troppo conto delle presunte buone intenzioni di coloro che promuovevano un ecumenismo che si è poi trasformato in un falso insegnamento sulla Chiesa. Oggi molti cattolici non credono più che non ci sia salvezza al di fuori della Chiesa cattolica, ed è nei testi del Vaticano II che si trovano le ambiguità che hanno aperto la strada a questa compromissione della fede…. Oggi confesso serenamente che all’epoca ero troppo incondizionatamente obbediente alle autorità della Chiesa; penso che molti di noi allora non potevamo immaginare che la Gerarchia fosse infedele alla Chiesa, come vediamo soprattutto nell’attuale Pontificato; con l’elezione di papa Francesco, finalmente è caduta la maschera dei cospiratori, finalmente  liberi di creare la Neochiesa e di sostituire la vecchia Chiesa con una Neo-chiesa massonica e fasulla, sia nella forma sia nella sostanza del cattolicesimo….. come onestamente e serenamente ho obbedito ad ordini opinabili sessant’anni fa, credendo che rappresentassero l’amorevole voce della Chiesa, così oggi con altrettanta serenità e onestà riconosco di essermi lasciato ingannare”;  essere coerente oggi perseverando nell’errore rappresenterebbe una scelta sciagurata e mi renderebbe complice di questa frode. Rivendicare una lucidità di giudizio sin dall’inizio non sarebbe onesto: sapevamo tutti che il Concilio avrebbe rappresentato più o meno una rivoluzione, ma non potevamo immaginare che essa si sarebbe rivelata così devastante, anche per l’operato di chi invece avrebbe dovuto impedirla….

Sant’Efrem, 9 Giugno 2020

 

La battaglia del diavolo contro la vera Chiesa Cattolica e l’umanità intera sembrerebbe avviarsi quindi verso le fasi conclusive, caratterizzate da un’accesa escalation di assalti all’ultimo sangue, in un crescendo di delirante follia dominatrice e distruttrice di tutto il passato, di tutto ciò che la civiltà umana ha saputo edificare nei secoli scorsi, in particolare nell’era cristiana.

Cos’altro possiamo fare di fronte a quest’assalto finale dell’armata delle tenebre, se non rifugiarci nell’ultima linea di difesa,  cioè sotto il manto di Maria SS.ma, Fortezza Inespugnabile e Regina delle Vittorie, consacrandoci al Suo Cuore Immacolato e  recitando quotidianamente il Santo Rosario, che inizia con l’invocazione “Mio Dio, vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto…

Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis !

 

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