Autodemolizione della Chiesa Cattolica ….. ad opera della sua gerarchia

Spero non ce ne vorrà il
dottor Quirino Maestrello, pittore e profondo conoscitore dell’attuale
grave crisi della Chiesa Cattolica, se prendiamo a prestito il titolo
di un suo importante lavoro, concordando pienamente con il sottotolo
dell’opera in questione (“ciò
che un Cattolico ha diritto di sapere
), per cercare di spiegare
le origini e le modalità della più grave crisi mai
attraversata dalla Chiesa di Cristo in due millenni di vita.

Ogni grande organizzazione, e quindi anche la Chiesa Cattolica,
presenta tre caratteristiche fondamentali, costitutive, articolandosi
su tre distinti livelli : le basi, cioè le fondamenta teoriche
(nel nostro caso la Rivelazione e la sua esposizione dottrinale), gli
strumenti operativi, conformi e coerenti e coerenti con le base
teoriche (nel nostro caso la liturgia, i sacramenti ed i sacramentali)
e gli obiettivi a cui essa tende, naturale conseguenza delle sue basi
teoriche e dei suoi strumenti operativi (nel nostro caso la salus animarum, cioè la
salvezza delle anime, l’evangelizzazione, la missione)..

Questo quadro generale, che potremmo definire, senza voler mancare di
rispetto, di grande organizzazione, vale, come dicevamo, anche per la
Chiesa Cattolica, precisamente per la cosidetta Chiesa Militante,
quella visibile, terrena, senza dimenticare le altre due componenti
della Chiesa di Cristo, precisamente la Chiesa purgante, rappresentata
dalle anime sante del Purgatorio, in fase di purificazione da ogni
residuo di peccato veniale, e  la Chiesa Trionfante, rappresentata
dalla Comunione dei Santi del Paradiso.

Quindi anche la parte visibile, terrena, della Chiesa di Cristo, nella
sua struttura organizzativa ed operativa, dal suo vertice, la Prima
Sede, alla base, il curatino di campagna, i frati e le suore
(escludiamo in questa fase di prendere in considerazione i fedeli,
poiché essi sono più vittime che artefici del tradimento
clericale), cioè la Chiesa-istituzione, risulta caratterizzata
da questi tre aspetti fondamentali, sui quali si riflette la sua
Fedeltà al mandato divino, o il suo subdolo e perfido tradimento.

L’istituzione purtroppo è stata infiltrata da agenti esterni
della sovversione, con il classico metodo del cavallo di Troia, agenti
che poi, una volta giunti ai posti nevralgici dell’organizzazione,
hanno sferrato il loro assalto alla cabina di regia, al ponte di
comando, e si sono impossessati della barca di Pietro (metaforicamente
parlando).

Ciò si è reso possibile quando la setta segreta ha potuto
piazzare sul soglio petrino “un papa secondo i suoi desideri”, come
auspicavano le Istruzioni del’Alta Vendita, la cosca
massonico-carbonara della prima metà dell’800, artefice della
“rivoluzione italiana”, come gli storici ottocenteschi definivano
realisticamente il processo risorgimentale, una vera e propria
rivoluzione anticattolica ed antitaliana, come risulta dall’opera di
alcuni recenti storici coraggiosi (Angela Pellicciari, Massimo
Viglione, ecc.).

Una volta impadronitosi delle leve di comando dell’istituzione, l’alto
clero traditore, ribelle e rivoluzionario, ha iniziato la sua opera
demolitrice, a tutti i livelli, dottrinale, liturgico e pastorale,
forte dell’ inganno perpetrato nei confronti dei fedeli e del basso
clero, cui facevano credere di voler attuare solo un aggiornamento del
linguaggio e degli strumenti operativi (liturgia e riti) alla
sensibilità moderna, mentre procedevano allo smantellamento
progressivo dell’opera creata da Nostro Signore.

Mentre continuavano a presentarsi come seguaci di Cristo, in
realtà operavano per conto del Suo nemico, il diavolo, creando
una falsa immagine della Chiesa ed una falsa immagine di Cristo, dietro
cui si celava il loro vero intento, la sostituzione del Regno Sociale
di Cristo con il regno di Satana.

Una guerra totale contro la Chiesa Cattolica così come è
stata per 1958 anni, quindi, una delenda Cartago con annessa damnatio memoriae, per sostituirla con la
loro falsa chiesa e, in prospettiva, con la religione unica mondiale di
stampo massonico, dalla quale fosse scomparsa ogni traccia di Cristo
Redentore, della Madonna, dei Santi.

La demolizione della dottrina
bimillenaria è stata attuata presentandola come rigida,
divisiva, priva di misericordia : dogmi, comandamenti e precetti sono
stati furbescamente dipinti come pietre lanciate contro poveri esseri
indifesi…Gesù sarebbe venuto per annunciare l’amore universale,
in versione hippy, New Age, non per portare la divisione
tra buoni e cattivi, per separare il buon grano dalla gramigna,

Due esempi di questa mentalità modernista, anticristiana oltre
che anticattolica, tratti da omelie domenicali : a) il cristiano non deve guardare
verso l’alto, facendo un cammino di perfezione spirituale e mettendone
al corrente il suo confessore, no, deve guardare verso il basso,
altrimenti porta la divisione nella sua comunità (sic!); b) non è importante sapere
tante cose (comandamenti e precetti, è ovvio), l’importante
è stare assieme (puro antropocentrismo).

Così il bene diventa male, e viceversa, i peccati diventano
fragilità, non se ne parla più come di causa di
dannazione eterna, realtà completamente scomparsa dalle menti
moderniste (Dio non giudica nessuno, non condanna nessuno, ci accetta
tutti così come siamo: ma allora, cosa ci state a fare voi
preti? perché non andate a lavorare nei campi? c’è molto
bisogno di braccia in agricoltura, non di racconta balle, però…).

La liturgia è stata
letteralmente stravolta
, con l’abbandono del latino (dotato
anche di potere esorcistico), con il nuovo rito di Bugnini-Montini, un
ibrido catto-protestante, poco cattolico e molto protestante (vi
contribuirono sei pastori protestanti, nominati da Papa Montini), fatto
per venire incontro ai protestanti e per poter adulterare, manipolare e
falsificare le Scritture (ciò che l’uso della lingua latina,
universale, non consentiva)… cambiata la Messa, cambiata la religione,
è così che diceva Martin Lutero.

Paolo VI voleva imporre ad ogni costo la riforma liturgica, ragion per
cui non volle ricevere i cardinali  Ottaviani e Bacci, che
chiesero udienza per discutere con lui il “Breve
esame del Novus Ordo Missae
” (opera di Padre Guerard de
Lauriers e di Cristina Campo); lo esigeva la rivoluzione modernista, da
cui non si doveva tornare indietro, come è nello spirito di ogni
rivoluzione che si rispetti.

In tale spirito, poi, il clero ha fatto strame dei segni visibili del
secolare rito tridentino: via le balaustre, via l’altare “versus Deo”,
sostituito da un tavolo da refettorio, via gli inginocchiatoi, via i
confessionali (adesso ci si confessa “faccia a faccia”, come in una
chiacchierata tra amici), niente più rinnovamento incruento del
Sacrificio della Croce ad opera dell’alter
Christus
, il sacerdote celebrante, ma semplice memoria
dell’Ultima Cena, durante una specie di assemblea condominiale, dove il
celebrante si limita a presiedere una riunione, concelebrando (!?) con
tutta l’assemblea; via il canto gregoriano, via l’organo, sostituiti
entrambi da bonghi, chitarre e canti similprotestanti; omelie a
carattere sociopolitico, antropocentriche al 100%; celebrazione
dell’uomo al posto di Dio, insomma.

Significativo questo commento di un blogger francese: «Avec les novateurs le seul langage
à tenir est le suivant : Vous détestez la messe de
toujours ? Eh bien, c’est la preuve que vous n’êtes plus
catholiques. Et c’est parce que vous n’êtes plus catholiques que
nous ne voulons pas de votre nouvelle liturgie et de vos nouvelles
doctrines».


«Con i novatori il solo linguaggio da tenere è il
seguente: Detestate la Messa di sempre? Ebbene, è la prova che
non siete più cattolici. Ed è perché non siete
più cattolici che noi non vogliamo la vostra nuova liturgia e le
vostre nuove dottrine»

La pastorale, il
carattere missionario della Chiesa, l’evangelizzazione (presentata come
proselitismo coercitivo) è stata ripudiata, negata : “il proselitismo? è una sciocchezza,
paralizza; vado a dire a uno di farsi cristiano, cattolico? No, No, No

ci insegna Bergoglio; ci sono missionari che si vantano di non aver mai
battezzato nessuno (uno addirittura in ben 53

anni !); del resto, cosa ci si attende da chi ha canonizzato una suora,
Madre Teresa, che nella sua vita tra i non cristiani, pur svolgendovi
una grande azione caritatevole, non ha mai voluto battezzare nessuno,
nemmeno se era in punto di morte, affermando che è giusto che
ognuno viva e muoia nella sua fede, cioè nella sua falsa
religione… (dimenticava che la Verità è la prima forma di
carità, e che le opere di misericordia spirituale non sono meno
importanti di quelle corporali).

Quindi guerra aperta all’obiettivo principale della Chiesa,
l’evangelizzazione di tutte le genti, fino ai confini della terra: Andate per tutto il
mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura; chi avrà creduto e
sarà stato battezzato, sarà salvato; ma chi non
avrà creduto, sarà condannato
” (Marco 16:15-16);  il clero
ribelle e rivoluzionario ha cercato di rimuovere, cancellare questo
fondamentale obiettivo missionario, sostituendovi l’ideologia
ecumenista ed il dialogo sterile ed infruttuoso, “ad intra” con il
sibillino “subsistit in” di Lumen
Gentium 8/b, rivolto
alla miriade di sette del mondo protestante e ben espresso nel
documento Unitatis Redintegratio, e “ad extra” con il
nefasto documento “Nostra Aetate”,
rivolto alle religioni non cristiane, quelle da sempre definite “false
religioni”.

Vediamo adesso il pensiero di due eminenti prelati del fronte
antimodernista, due vere guide del “piccolo resto” di evangelica
memoria, rispettivamente Mons. Richard Williamson, dell’Unione
Sacerdotale Marcèl Léfèbvre, e Mons. Carlo Maria
Viganò, che non abbisogna di presentazione alcuna, tanto
è nota la sua figura coraggiosa e combattiva.

Mons. Richard Williamson così si esprime «Al Concilio Vaticano II un diabolico
complotto per distruggere la Chiesa Cattolica è riuscito a
convincere i principali ecclesiastici a sostituire la vera Fede,
incentrata su Dio, con una falsa parodia di quella Fede, incentrata
sull’uomo. E questi uomini di Chiesa – due Papi e circa 2.000 vescovi –
hanno continuato a loro volta a convincere la grande maggioranza di
anime cattoliche in tutto il mondo ad aderire alla nuova religione
umanista, perché questi Papi e vescovi, abusando della loro
Autorità, hanno manipolato tutte quelle anime pronte ad obbedire
a coloro che erano stati investiti del mandato di
Cristo…..perciò i capi del Vaticano II, che sapevano esattamente
cosa stavano facendo per distruggere la Chiesa, furono supremamente
colpevoli, mentre tutti i vescovi, i sacerdoti e i laici sotto di loro
che erano stati ingannati – e si trattava della maggior parte di loro –
furono relativamente innocenti. Come dice l’Arcivescovo Vigano,
all’epoca non riusciva a credere che i suoi colleghi volessero
distruggere la Chiesa. Ora ci crede, perché il confronto con
l’immoralità che sempre segue la corruzione della dottrina
Cattolica gli ha aperto gli occhi su come l’Autorità abbia
tradito la Verità
» (Commento Eleison n° 804 del 10
dicembre 2022
)

Dal canto suo, Mons. Carlo Maria Viganò non risparmia severe
critiche all’opera di Bergoglio e, più in generale, alla
rivoluzione attuata dai papi conciliari con il loro nefasto concilio
Vaticano II :

«Vi è un qualcosa di
terribilmente egocentrico, tipico dell’orgoglio luciferino, nel
pretendersi migliori di chi ci ha preceduto, rimproverandogli a torto
un autoritarismo cui si ricorre per primi e con scopi opposti alla
salvezza delle anime
».

Per Mons. Viganò, queste parole di Bergoglio sono «parole di un’impudenza inaudita, quasi
beffarde
»; secondo lui «La “chiesa conciliare” si considera erede
del Vaticano II prescindendo dagli altri venti Concili Ecumenici che
l’hanno preceduto nel corso dei secoli: questo è il fattore
principale della sua autoreferenzialità. Essa vi prescinde nella
Fede, proponendo una dottrina contraria a quella insegnata da Nostro
Signore, predicata dagli Apostoli e trasmessa dalla Santa Chiesa; essa
vi prescinde nella Morale, derogando ai principi in nome della morale
situazionale; essa vi prescinde infine nella Liturgia, che in quanto
espressione orante della lex credendi si è voluto  adattare
al nuovo magistero, e allo stesso tempo si è prestata essa
stessa come potentissimo strumento di indottrinamento dei fedeli. La
Fede del popolo è stata corrotta scientificamente tramite
l’adulterazione della Santa Messa operata con il Novus Ordo, grazie al
quale gli errori contenuti in nuce nei testi del Vaticano II hanno
preso corpo nell’azione sacra e si sono diffusi come un contagio
»


(http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV4722_Vigano_Messaggio_del_26_ottobre_2022.html)

Ancor più chiaramente Mons. Viganò afferma «Il disastro era prevedibile fin
dall’inizio. Ma come ho spiegato, eravamo stati educati – nella nostra
formazione al ministero sacerdotale e ancor più in quella al
servizio diplomatico – a ritenere impensabile che il Papa e l’intera
Gerarchia cattolica potessero abusare della loro autorità,
esercitandola per uno scopo contrario a ciò che Nostro Signore
ha voluto per la sua Chiesa. Eravamo stati formati a non mettere in
discussione l’autorità dei Superiori. E questo è stato
sfruttato da chi, proprio approfittando della nostra obbedienza e del
nostro amore verso la Chiesa di Cristo, piano piano, passo dopo passo,
ci ha condotto ad accettare nuove dottrine, estranee a quelle che la
Santa Chiesa ha sempre insegnato, soprattutto riguardo all’ecumenismo e
alla libertà religiosa
»

(http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV4809_Vigano_Conferenza_14_agosto_2022.html)

Infine, un’ultima sua limpida dichiarazione sul tradimento della
gerarchia al Concilio Vaticano II : «Al Concilio Vaticano II, molti di noi
siamo stati ingannati. In buona fede, abbiamo tenuto troppo conto delle
presunte buone intenzioni di coloro che promuovevano un ecumenismo che
si è poi trasformato in un falso insegnamento sulla Chiesa. Oggi
molti cattolici non credono più che non ci sia salvezza al di
fuori della Chiesa cattolica, ed è nei testi del Vaticano II che
si trovano le ambiguità che hanno aperto la strada a questa
compromissione della fede…. Oggi confesso serenamente che all’epoca ero
troppo incondizionatamente obbediente alle autorità della
Chiesa; penso che molti di noi allora non potevamo immaginare che la
Gerarchia fosse infedele alla Chiesa, come vediamo soprattutto
nell’attuale Pontificato; con l’elezione di papa Francesco, finalmente
è caduta la maschera dei cospiratori, finalmente liberi di
creare la Neochiesa e di sostituire la vecchia Chiesa con una
Neo-chiesa massonica e fasulla, sia nella forma sia nella sostanza del
cattolicesimo….. come onestamente e serenamente ho obbedito ad ordini
opinabili sessant’anni fa, credendo che rappresentassero l’amorevole
voce della Chiesa, così oggi con altrettanta serenità e
onestà riconosco di essermi lasciato ingannare”; essere coerente
oggi perseverando nell’errore rappresenterebbe una scelta sciagurata e
mi renderebbe complice di questa frode. Rivendicare una lucidità
di giudizio sin dall’inizio non sarebbe onesto: sapevamo tutti che il
Concilio avrebbe rappresentato più o meno una rivoluzione, ma
non potevamo immaginare che essa si sarebbe rivelata così
devastante, anche per l’operato di chi invece avrebbe dovuto impedirla…


Sant’Efrem, 9 Giugno 2020

(http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV3627_Mons-Vigano_Siamo_al_redde_rationem.html)

La battaglia del diavolo contro la vera Chiesa Cattolica e
l’umanità intera sembrerebbe avviarsi quindi verso le fasi
conclusive, caratterizzate da un’accesa escalation di assalti all’ultimo
sangue, in un crescendo di delirante follia dominatrice e distruttrice
di tutto il passato, di tutto ciò che la civiltà ha
saputo edificare nei secoli scorsi, in particolare nell’era cristiana.

Cos’altro possiamo fare di fronte a quest’assalto finale dell’armata
delle tenebre, se non rifugiarci nell’ultima linea di difesa,
cioè sotto il manto di Maria SS.ma, Fortezza Inespugnabile e
Regina delle Vittorie, consacrandoci al Suo Cuore Immacolato e
recitando quotidianamente il Santo Rosario, che inizia con
l’invocazione “Mio Dio, vieni a
salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto.
..”

Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis !

Autodemolizione della Chiesa Cattolica ….. ad opera della sua gerarchia