Cosa esce dal 1° dicembre, in sala e in streaming

Al cinema

Forever Young – Les amandiers di Valeria Bruni Tedeschi, con Baptiste Carrion-Weiss, Alexia Chardard, Louis Garrel (Drammatico, Francia-Italia, 126’). Fine anni ’80. Stella, Etienne e Adèle hanno vent’anni. Superato l’esame di ammissione per la prestigiosa scuola di Teatro fondata da Patrice Chéreau e Pierre Romans, i ragazzi vivono a pieno la loro giovinezza. Insieme, affrontano i primi grandi cambiamenti, amore e passione ma anche le prime tragedie. È un film che non retrocede mai di un millimetro, imperfetto ma vivo, divertente e triste, che non cede mai al ricatto emotivo, trascinante nella scelta di alcune canzoni diegetiche e non, atto d’amore verso la scuola e il maestro che l’ha formata ma non per questo ritratto apologetico di un uomo, Chéreau, che nella caratterizzazione del sempre bravo Garrel (nonché ex compagno della regista) trova anche sfaccettature di uomo non necessariamente “esemplare”.

Vicini di casa di Paolo Costella, con Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Valentina Lodovini, Vinicio Marchioni (Commedia, Italia). Giulio e Federica stanno insieme da molti anni ma il loro matrimonio non funziona più come una volta. A malapena si parlano e solo per punzecchiarsi, i conflitti quotidiani sono diventati la norma. Una sera Federica decide di invitare i nuovi vicini del piano di sopra, Laura e Salvatore, una coppia affiatata, vitale, vivace e spesso “rumorosa”. I due faranno loro una proposta provocatoria che cambierà la sorte della serata con conseguenze sorprendenti… Al terzo lungometraggio, Pallaoro continua a fidarsi ciecamente dello spettatore, smarcandosi da qualsiasi facile didascalia, senza ricorrere alla scontata soluzione di scene madri, procede per non detti e momenti di silenziose riesumazioni.

Monica di Andrea Pallaoro, con Trace Lysette, Patricia Clarkson, Emily Browning (Drammatico, U.S.A.-Italia, 110’). Monica torna a casa per la prima volta dopo una lunga assenza. Ritrovando sua madre e il resto della sua famiglia, da cui si era allontanata da adolescente, intraprende un percorso nel suo dolore e nelle sue paure, nei suoi bisogni e nei suoi desideri. Il ritratto intimo di una donna che esplora i temi universali dell’abbandono e dell’accettazione, del riscatto e del perdono. Al terzo lungometraggio, Pallaoro ritrova uno sperimentale 1.2:1 con cui esaltare il soggetto rispetto al paesaggio e la camera (quasi sempre) fissa, prediligendo immagini spesso disarmoniche, smarcandosi da qualsiasi facile didascalia, senza ricorrere alla scontata soluzione di scene madri, procede per non detti e momenti di silenziose riesumazioni.

Monica

Orlando di Daniele Vicari, con Michele Placido, Christelle Cornil, Daniela Giordano (Drammatico, Italia, 122’). La favola moderna di un vecchio e una bambina, che, senza volerlo, si ritrovano ad affrontare insieme il presente e le scelte che porta con sé, nonostante siano distanti come possono esserlo la vita rurale in un piccolo borgo dell’entroterra e quella metropolitana di una grande città europea.

La prima regola di Massimiliano D’Epiro, con Marius Bizau, Haroun Fall, Andrea Fuorto (Drammatico, Italia, 96’). Una scuola superiore di periferia, strutture, studenti e corpo docente sono lo specchio esemplare di una depressione sociale ed economica che sembra irreversibile. A peggiorare la situazione, a pochi metri dalla scuola, tra le case del quartiere, uno centro di assistenza ai migranti diventato con gli anni un campo profughi permanente. Un professore viene chiamato a tenere un corso di recupero per sei studenti sospesi per motivi disciplinari. Riesce a conquistare la fiducia dei ragazzi e ad ottenere risultati sorprendenti, ma, quando scoppiano gli scontri tra popolazione e migranti, la situazione gli sfugge rapidamente di mano. La città viene invasa dai militari, dai giornalisti, dai manifestanti. La tensione cresce.

Tra le onde di Marco Amenta, con Vincenzo Amato, Sveva Alviti, Daniele Monachella (Drammatico, Italia, 94’). Salvo, 45 anni aspetto ruvido e vissuto, e Lea 30, di una bellezza abbagliante e malinconica, viaggiano in un camion frigorifero immersi in una natura pietrosa e oscura. Sospesi tra la nostalgia di un passato che li ha resi felici e un presente che oscilla tra rancore e voglia di amore viaggiano, senza sosta, in una notte che sembra non avere fine. Un road movie che ha i toni di una moderna favola nera.

The Woman King di Gina Prince-Bythewood, con Viola Davis, Lashana Lynch, Thuso Mbedu (Drammatico-Azione, U.S.A.). La straordinaria storia delle Agojie, un gruppo di guerriere tutte al femminile che nell’Ottocento proteggeva il Regno africano di Dahomey con un’abilità e una ferocia mai viste al mondo. Ispirato a fatti realmente accaduti, The Woman King segue l’epico ed emozionante viaggio del generale Nanisca mentre addestra la nuova generazione di reclute e le prepara alla battaglia contro un nemico determinato a distruggere il loro stile di vita. Per alcune cose vale la pena combattere… Tra i potenziali front runner dei prossimi Oscar.

The Woman King

Nessuno deve sapere di Michelle Fairley, Bouli Lanners, Tim Mielants, con Michelle Fairley, Bouli Lanners, Julian Glover (Drammatico, Francia-Germania-Belgio, 99’). Phil è belga ultracinquantenne che da tempo si è rifugiato nella selvaggia Isola di Lewis, in Scozia, uggendo da chissà quale misterioso o controverso passato. Da anni l’uomo, taciturno e solitario, lavora presso una fattoria che alleva montoni, che fa capo ad una antica famiglia di protestanti nativi del luogo. Quando viene colto da un ictus, che lo lascia inerme a pochi passi dal mare, è colpito da un’amnesia totale che lo rende vulnerabile ed incerto. Ci penserà la matura ma ancor piacente figlia dell’anziano e severo proprietario della fattoria ad occuparsi di Phil. Poco per volta gli racconterà della relazione segreta che sarebbe intercorsa tra loro prima della malattia…

Riunione di famiglia (Non sposate le mie figlie 3) di Philippe de Chauveron, con Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan (Commedia, Francia, 98’). Si avvicinano i quarant’anni di matrimonio tra Claude e Marie Verneuil. Per l’occasione, le loro quattro figlie decidono di organizzare una grande festa a sorpresa nella casa di famiglia a Chinon, e di invitare anche i rispettivi suoceri per alcuni giorni. Claude e Marie si ritroveranno così ad accogliere sotto il loro tetto i genitori di Rachid, David, Chao e Charles: un soggiorno “in famiglia” che si preannuncia movimentato.

Una notte violenza e silenziosa di Tommy Wirkola. Con David Harbour, Beverly D’Angelo, John Leguizamo (Thriller, U.S.A.). Un thriller natalizio dark che consiglia di puntare sempre sul rosso. Quando una squadra di mercenari irrompe in un comprensorio di famiglie benestanti durante la vigilia di Natale, prendendo in ostaggio tutti i presenti, la squadra di criminali non è pronta ad affrontare un combattente che li sorprenderà: Babbo Natale è sul posto e sta per dimostrare che non è sempre un santo.

Una mamma contro George W. Bush di Andreas Dresen, con Meltem Kaptan, Alexander Scheer, Cornell Adams (Drammatico, Germania-Francia, 119’). Il primogenito di una donna di origini turche vuole partire per il Pakistan per studiare il Corano. Sparisce. Si scopre che è in una base americana a Cuba, in prigione. Lei si rivolge a un avvocato, fanno l’impossibile per riportarlo a casa. La macchina da presa è incollata al corpo della protagonista, estroversa, vulcanica, nella sua semplicità spesso fatica a cogliere le sfumature dell’universo che la circonda. Dietro a una ironia di facciata, Dresen dipinge un ritratto di estrema violenza e mostra il ribaltamento di ogni codice, il fallimento della legge. È la guerra sotto un’altra veste, che si combatte silenziosamente senza spargimenti di sangue. All’ultima edizione del Festival di Berlino ha vinto il premio per la miglior attrice e per la sceneggiatura.

One Piece: Red di Goro Taniguchi (Anime, Giappone, 115’). Uta, la cantante più amata del mondo, la cui voce è stata definita “ultraterrena”, è famosa anche perché nasconde la sua vera identità ed un altro segreto: Uta è la figlia di Shanks. Per la prima volta in assoluto, lei ha deciso di svelare il suo volto al mondo durante un concerto dal vivo. L’arena del concerto, che si tiene sull’isola di Elegia, si riempie di tutti i suoi fan, compresi famigerati pirati, esponenti della Marina e i Pirati di Cappello di Paglia guidati da Luffy, tutti decisi a godersi questa performance canora attesissima. Il concerto inizia ed il pubblico scopre che l’eccezionale potere della voce di Uta nasconde un pericolo che potrebbe cambiare il mondo. Toccherà quindi a Luffy e a Shanks mettersi in azione.

Anatar di Alan Smithee, con Azzurra Rocchi, Raffaele De Vita, Davide Marotta (Parodia, Italia, 77’). Il popolo degli Anatar, ovvero degli extraterrestri umanoidi che si sono evoluti a partire da delle anatre, in viaggio nello spazio, dopo che il loro pianeta è collassato. Sono alla ricerca di un nuovo posto vivibile, un nuovo nido per la loro popolazione. Il loro esilio spaziale li porterà su Pandoro, un pianeta dove ogni essere vivente, comprese le piante, ha trovato un proprio equilibrio all’interno della natura. Dal momento in cui gli Anatar punteranno i loro occhi bramosi su Pandoro avranno inizio avventure, guerre, amori, dove astronavi e papere costruiranno una vera e propria fiaba moderna incentrata sull’accettazione di chi è diverso da noi.

Pinocchio di Guillermo del Toro (Animazione, Francia-U.S.A.). Nuova versione del classico collodiano: l’animazione in stop-motion è il mezzo per “reinventare” la storia, la fiaba si fa dark e si allontana dalle atmosfere del prototipo disneyano del 1940, il fascismo italiano lo sfondo dominante. Procede per accumulo (di dialoghi e situazioni) allontanandosi da un pubblico di piccolissimi e giocando in continuazione sul doppio registro della satira nei confronti del potere oppressivo e della maturazione di un personaggio per natura inanimato e per magia animato. Ardito, suggestivo, visivamente indiscutibile ma alla lunga legnoso: stupisce per la capacità di non prostrarsi in maniera troppo riverente al “modello” di partenza, ma soffre un’eccessiva verbosità che finisce quasi per sovrastarne l’impatto visivo, oltre ad una lunghezza (quasi due ore) che si fa sentire. Un rapido passaggio in sala, poi su Netflix dal 9 dicembre.

Pinocchio di Guillermo del Toro

Cantando sotto la pioggia di Stanley Donen, Gene Kelly, con Gene Kelly, Debbie Reynolds, Donald O’Connor (Musical, U.S.A., 103’). La Cineteca di Bologna riporta in sala, in edizione restaurata, uno dei capolavori del cinema di tutti i tempi. La satira esuberante di una Hollywood travolta dal sonoro, la torrenziale celebrazione dello slancio amoroso, l’energia comica che incrocia e si risolve nella perfetta stilizzazione coreografica. L’idea stessa del musical, nel fuggevole apogeo della sua felicità. È davvero il film dei magici accordi: di Donen e Kelly, di una formidabile coppia di sceneggiatori come Betty Comden e Adolph Green, di un produttore di straordinario talento come Arthur Freed. La squadra che ha consegnato il musical americano all’eternità.

Annie Ernaux – I miei anni in Super 8 di Annie Ernaux, David Ernaux-Briot (Documentario, Francia, 61’). Il premio Nobel per la Letteratura 2022 dà voce alle immagini silenziose sovrapponendo le proprie parole a una raccolta di filmini familiari girati da lei e suo marito tra il 1972 e il 1981. Davanti e dietro la macchina da presa, la scrittrice racconta una storia intima che, come nei suoi libri, si intreccia con la Storia collettiva. I viaggi in giro per il mondo (dal Cile di Allende all’esotico Marocco, dall’Unione Sovietica alla misteriosa Albania), la quotidianità casalinga, le fughe in campagna e le crisi della famiglia Ernaux riflettono le emozioni e le insicurezze di un’intera classe sociale nei decenni successivi al Sessantotto. E offrono una testimonianza e un punto di vista unici e insostituibili su un momento storico in cui il nostro presente affonda saldamente le sue radici.

Napoli magica di Marco D’Amore (Documentario, Italia). Che cosa cerchi in Napoli quando la abiti da sempre o quando la visiti la prima volta? Perché l’anima di questa città è così diversa da tutte le altre mete più ambite nel mondo? Perché si dice che Napoli è magica e dove risiede la sua magia? Marco vuole scoprirlo da tempo, ma per farlo esiste un unico modo: la deve attraversare, ci si deve perdere dentro. Un punto di vista sulla città ma una infinità di vedute come se la si osservasse dalle alture dei colli che la circondano, o dai sotterranei che la trapassano o infine, attraverso gli occhi di tutte le anime che fino ad ora l’hanno abitata in superficie o nelle sue cavità. È questo un modo per dare del “tu” al mistero, alla leggenda, per interrogare gli oracoli ed attendere risposta.

In streaming

Improvvisamente Natale di Francesco Patierno, con Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo Guenzi (Commedia, Italia). PRIME VIDEO. Per Chiara (8 anni) il Natale è un momento speciale, ancor più di quanto lo sia per ogni bambino. Ogni anno, infatti, il Natale è anche l’occasione per rivedere l’adorato nonno Lorenzo (65), proprietario del delizioso alberghetto d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia. Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta e Giacomo, hanno deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente della settimana di Ferragosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola soffrirebbe meno… Il nonno, già in crisi perché rischia di dover vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo Natale felice… a Ferragosto.

That Kind of Summer di Denis Côté. Un film con Larissa Corriveau, Laure Giappiconi, Samir Guesmi (Drammatico, Canada, 137’). MUBI. Tre donne “ipersessuali” sono invitate a trascorrere ventisei giorni in una tranquilla casa di riposo per consentire una franca esplorazione di diverse esperienze, forme ed estremi del desiderio. Sotto la supervisione distaccata di un terapeuta e di un premuroso assistente sociale, il gruppo cerca di mantenere un delicato equilibrio. Presentato all’ultimo Festival di Berlino.

Troll di Roar Uthaug, con Ine Marie Wilmann, Kim S. Falck-Jørgensen, Mads Sjøgård Pettersen (Avventura-Azione, Norvegia). Nella remota montagna di Dovre, una gigantesca creatura intrappolata per migliaia di anni si risveglia distruggendo tutto ciò che incontra sul suo cammino verso la capitale della Norvegia. Come fermare qualcosa che dovrebbe esistere solamente nel folklore norvegese?

Diario di una schiappa: La legge dei più grandi di Luke Cormican (Animazione, Canada-U.S.A., 74’). Studente liceale dai capelli a spazzola, Rodrick è pigro e indisciplinato e passa troppo tempo a esercitarsi con la sua rock band, i Löded Diper. Sebbene ami tormentare Greg, alla fine prova un profondo affetto per il fratello minore.

L’amante di Lady Chatterley di Laure de Clermont-Tonnerre, con Emma Corrin, Jack O’Connell, Matthew Duckett (Drammatico, G.B.-U.S.A., 112’). Dopo il matrimonio con Sir Clifford Chatterley, Connie prende il titolo di Lady Chatterley e sembra destinata a una vita di ricchezza e privilegio. Ma questa unione ideale poco a poco si trasforma in una prigione quando Clifford torna dalla Prima guerra mondiale con ferite che gli impediscono di camminare. L’incontro con Oliver Mellors, il guardiacaccia delle proprietà della famiglia Chatterley di cui si innamora, spinge la protagonista in una relazione segreta che la porta a un risveglio sensuale e sessuale. Dal romanzo di D.H. Lawrence.

Sr. di Chris Smith (Documentario, U.S.A.). NETFLIX. Un affettuoso e irriverente ritratto della vita, della carriera e degli ultimi giorni del regista anticonformista Robert Downey Sr., il cui spirito ribelle ha influenzato decenni di cinematografia di controcultura. Non manca un’intima analisi della sua relazione con il figlio Robert Downey, Jr. Girato nell’arco di tre anni, il film rende omaggio all’approccio non lineare e quasi fuorilegge del padre, che lo ha anche portato a prendere la decisione di realizzare un ultimo progetto.

Rosa – Il canto delle sirene di Isabella Ragonese (Documentario, Italia). SKY. Il ritratto poetico che Isabella Ragonese realizza su una delle più importanti cantastorie siciliane, Rosa Balistreri.

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