Nope: la spiegazione del film sci

Non è un film complicato, ma Nope potrebbe richiedere un approfondimento per capire i vari strati di lettura che la storia contiene.

Avete visto Nope e siete confusi.
Oppure, avete visto Nope e siete sicuri di averlo capito.
Oppure, avete visto Nope e alcune cose vi sono chiare, altre no.
Per uno di questi motivi vi trovate qui in cerca di un confronto o una conferma, a leggere un articolo che contiene una spiegazione sul film sci-fi/thriller/horror attualmente nei cinema italiani. Se siete contrari a questo tipo di articoli di analisi, benvenuti nel club, ma è indubbio che la domanda di delucidazioni su film più o meni contorti a livello narrativo sia sempre alta e che soddisfarla faccia parte del lavoro di un portale come Comingsoon.it, dedicato a film e serie.
Oppure, non avete visto Nope e siete qui per sbaglio. Inutile dirvi che dovreste andarvene alla velocità della luce per non incappare in spoiler.

Dicevamo, avete visto Nope e ancora non vi siete scrollati di dosso quella sensazione di stranezza che il film deposita sulle spalle di chi lo vede. Questo è molto positivo. Ci sono film (moltissimi) che puntano unicamente a riempire due ore di tempo e svaniscono dalla mente cinque minuti dopo la fine. Ci sono altri film (pochi), come Nope, che raccontano storie originali, che vantano una creatività autoriale, che hanno diversi strati di lettura e che, inevitabilmente, restano a lungo sotto pelle. Lo sceneggiatore e regista Jordan Peele, dopo Scappa – Get Out e Noi, continua a percorre la strada la strada che da voce fuori dal coro dell’industria hollywoodiana lo sta portando verso quella di autore cinematografico. Lo stile di racconto di Nope non è convenzionale, dunque molto poco prevedibile. Non è un film complicato, ma è uno di quei titoli che, così come i precedenti di Jordan Peele, regalano un’esperienza di visione completa dopo averlo visto almeno due volte.

Nope: La trama dettagliata della storia

Il film è la storia di Otis Junior e Emerald Haywood, fratello e sorella che devono mandare avanti il ranch in cui addestrano cavalli per film, spot e serie, dopo la morte del padre Otis Senior. Gli affari da un po’ di tempo non vanno bene e gli Haywood si trovano a corto di denaro e costretti a vendere alcuni dei loro animali al vicino Jupiter’s Claim, un parco a tema western gestito dall’ex attore bambino di cinema e TV Ricky “Jupe” Park. Quando i due gli portano anche Lucky, arrivando così a circa dieci cavalli venduti, Ricky racconta loro il famigerato incidente al quale il suo nome rimane legato. O meglio, la tragedia, nonostante lui la alleggerisca con toni rassicuranti da dentro la stanza dei cimeli di quell’infausta giornata. Negli anni 90, durante la registrazione di fronte a un pubblico di un episodio della sitcom Gordy’s Home, uno degli scimpanzé che “lavorava” allo show interpretando Gordy si fece prendere dal panico liberando tutto il suo feroce istinto animale. La scimmia uccise alcuni membri del cast, sfigurò l’altra bambina protagonista, ma non toccò Ricky che si era rifugiato sotto un tavolo.

Nella valle di Agua Dulce i cavalli degli Haywood sono irrequieti. O.J. è certo di aver visto un UFO ed Emerald pensa immediatamente a come catturarlo in video per poter guadagnare fama e soldi prima che lo faccia qualcun altro. I due acquistano delle videocamere di sorveglianza che fanno montare da Angel, il commesso del negozio Fry’s Electronics. Dopo aver piazzato in mezzo al campo la statua di un cavallo di plastica, sottratta al parco di Ricky per usarla come esca, O.J., Emerald e Angel si rendono conto che le videocamere non sono la giusta soluzione. Il disco volante interferisce con l’elettricità e al suo passaggio ogni strumento elettronico si spegne. Telefoni cellulari inclusi. La donna tenta di coinvolgere dunque un celebre direttore della fotografia di nome Antlers Holst per capire come poter effettuare una buona ripresa, ma quest’ultimo non si dimostra interessato.

È venerdì e al Jupiter’s Claim è in programma uno spettacolo in anteprima chiamato Star Lasso Experience che promette agli spettatori di partecipare a un’esperienza unica e incredibile. Ricky spiega al pubblico che, precisamente alle ore 6:13 del pomeriggio quando il sole sarà già calato oltre la collina, un disco volante arriverà per accalappiare un cavallo. Proprio quel giorno però l’UFO arriva in anticipo e invece di risucchiare l’animale, aspira tutti gli umani presenti e gran parte degli oggetti nei dintorni. Poco dopo, arriva al parco O.J. che vuole riprendersi Lucky e anche lui si imbatte nell’alieno ostile, scoprendo che non si tratta di un’astronave, bensì di un organismo a forma di disco che dal buco centrale risucchia e divora gli esseri viventi che entrano in contatto visivo con lui, rigurgitando tutto ciò che non è commestibile.

La scomparsa di quelle persone al Jupiter’s Claim attira l’interesse della stampa. Antlers Holst sente la notizia in TV e si fa vivo con Emerald e si dichiara interessato. Il piano che O.J., Emerald, Angel e Antlers mettono in atto è quello di far uscire allo scoperto in pieno giorno la creatura volante, nominata Jean Jacket come un vecchio cavallo degli Haywood, affinché il direttore della fotografia la possa catturare su pellicola con una cinepresa che funziona manualmente, senza batteria alcuna. Il piano riesce, ma la situazione precipita quando Antlers decide di voler fare un’ulteriore ripresa uscendo allo scoperto. L’alieno lo risucchia e si lancia sugli altri. Per salvare la sorella, O.J. attira l’attenzione di Jean Jacket che ora ha assunto una forma pseudo-floreale. Emerald si precipita verso il parco a tema dove libera in aria un enorme pupazzo gonfiabile con le sembianze di Ricky. La creatura lo ingloba e se lo fa esplodere in gola, scoppiando anche lei.

Nope: Lo spettacolo ad ogni costo

Anche per Nope, l’autore non rinuncia a inserire alcuni sottotesti per far arrivare al pubblico un messaggio di quello che è il suo pensiero. In questo caso si parla del mondo dello spettacolo e dell’oscuro e morboso rapporto che abbiamo con esso, tanto per i produttori quanto per i fruitori. Questa è una sintesi per punti di ciò che nel film richiama l’atto di guardare strettamente correlato al profitto ad ogni costo:

  • La famiglia Haywood addestra cavalli per l’industria di Hollywood fin dai tempi della nascita del cinema, l’arte visiva per eccellenza dei tempi moderni
  • Il padre Otis Senior muore colpito da una moneta che gli perfora l’occhio destro
  • L’adulto Ricky Park vive sfruttando all’infinito l’immagine di se stesso bambino e della tragedia che ha vissuto, con tanto di mostra dei cimeli di quella giornata
  • Lo scopo dei personaggi del film è quello di effettuare una ripresa video dell’extraterrestre per provarne l’esistenza e venderla al celebre e seguitissimo show di Oprah Winfrey
  • Lo scimpanzé Gordy, i cavalli e l’alieno sono tutti animali sfruttati per lo showbusiness, per l’intrattenimento altrui
  • La chiave per non rendere pericolose le creature è non guardarle negli occhi
  • Lo sguardo dell’ex bambina è deformato in conseguenza degli eventi legati allo sfruttamento di Gordy
  • Ricky presenta lo show in cui dà in pasto i cavalli all’alieno dicendo: “Siamo sorvegliati dagli extraterrestri, io li chiamo gli osservatori”
  • L’alieno non ha occhi, come li intendiamo noi, perché non appartiene al nostro mondo
  • Il motociclista che irrompe sulla scena nel finale è un reporter di TMZ (un sito americano di news e gossip ritenuto da molti deprecabile per la natura morbosa dei video che pubblica) che dopo essere caduto rovinosamente implora O.J. di fare un video o una foto invece di salvarlo
  • L’ossessione per le immagini del direttore della fotografia Holst lo porta a un folle gesto per inseguire “la ripresa impossibile”
  • Il film stesso è uno spettacolo e il regista lo consegna al suo pubblico lasciandone il finale parzialmente aperto

Nope: Il significato di “miracolo cattivo”

Quando sotto il portico di casa O.J. chiede a Emerald se esiste una parola per definire un “miracolo cattivo”, il riferimento della frase è indirettamente rivolto a Ricky e all’interpretazione che lui stesso ha dato al trauma che lo ha segnato da bambino. Il fatto di essere stato miracolosamente risparmiato dalla furia di Gordy, lo ha reso molto più famoso, tanto da poter creare un business intorno alla sua figura. Ricky è stato allevato dall’industria cinetelevisiva ed ha imparato che ogni evento può essere spettacolarizzato, anche se si tratta di piegare la cruda realtà degli eventi e rivenderli al pubblico in forma romanzata.

Ricky opera un’altra scelta infelice quando scopre di poter “addomesticare” l’UFO offrendogli un cavallo ogni settimana. Non si evince chiaramente se lui sia a conoscenza o meno della natura di organismo vivente del disco volante. I gadget con gli alieni che vende non sono altro che merchandising, in un’ulteriore tattica per spillare soldi ai visitatori del parco, ma il suo tentativo di lucrare sulla presenza di un’entità extraterrestre, sacrificando un cavallo dopo l’altro, fa di lui una persona mediocre la cui deviata prospettiva di sé danneggia altri esseri viventi.

Nope: La storia vera che ha ispirato la donna sfigurata

La bambina Mary Jo Elliott sopravvive al massacro compiuto da Gordy, ma ne esce orribilmente sfigurata. Come vediamo all’inizio dello spettacolo al parco di Ricky, è seduta sugli spalti con un cappello e un velo che le copre il viso. Per ribadire che nell’industria dello showbusiness qualunque tragedia è uno show, il regista fa indossare al personaggio una t-shirt con la sua effige di quando era piccola, allineando anche lei allo sfruttamento di se stessa come fa Ricky.

La cosa davvero raccapricciante è che Peele ha tratto questa idea da una reale apparizione televisiva, peraltro proprio allo show di Oprah Winfrey. La storia inizia nel 1995 quando Sandra e Jerome Herold acquistarono uno scimpanzé con l’intento di educarlo come un essere umano. Per anni lo hanno cresciuto vestendolo, facendolo mangiare a tavola, dandogli vino da bere e lasciando che dormisse nel letto in camera con loro. Nel 2009 a vicina di casa Charla Nash andò a trovarli e la scimmia, che aveva raggiunto il peso di 90 kg, si scagliò su di lei, dilaniandola e facendole perdere la vista, parte della faccia e delle mani. Apparentemente, a scatenare la reazione dell’animale fu la vista di un pupazzo di Elmo (il personaggio rosso dei Muppets) che la donna portava con sé. Charla Nash apparve alcuni mesi dopo in TV per raccontare la sua storia, ospite del programma di Oprah, con in testa un cappello e un velo che le copriva il volto.

Nope: Perché non si sparge la voce dell’UFO

L’episodio che apre il film (subito dopo la scena di Gordy) è anche il primo momento in cui si manifesta la creatura aliena. Come comprendiamo più avanti, questo animale estraterrestre ha molta fame e divora tutto ciò che è in carne ed ossa. Ogni oggetto solido inorganico lo sputa. È così che muore il padre di O.J., colpito all’occhio da una moneta piovuta dal cielo. Quando in una scena successiva O.J. porta sul set dello spot pubblicitario il cavallo Lucky, veniamo a sapere che sono trascorsi sei mesi dalla morte del padre. Ricostruendo le informazioni che raccogliamo mentre la storia del film procede, possiamo credere che quel rigurgito a inizio film è la conseguenza del primo pasto dell’alieno.

Se si presta attenzione, infatti, a un certo punto in sottofondo si sente l’audio di un TG in cui si parla di escursionisti scomparsi. La creatura ha dunque mangiato degli umani prima di essere stata scoperta da Ricky che vuole farne un’attrazione del suo parco. Tutto ciò che l’uomo vede in questa entità extraterrestre è un’opportunità economica e ne conserva la scoperta per sé e per il suo business.
Dopo sei mesi trascorsi a osservare l’UFO e averlo sfamato con un cavallo a settimana, Ricky crea lo spettacolo Star Lasso Experience (O.J. vede al buio in lontanza quella che dovrebbe essere la prova generale). Il pubblico è dunque convocato per la prima volta alle 5 del pomeriggio, secondo un programma per cui verrebbe intrattenuto con qualche intermezzo, per poi assistere all’accalappiamento del cavallo alle ore 6:13, come dice lo stesso Ricky che ha compreso le abitudini del disco volante, ma ne ha sottovalutato il pericolo.

Nope: La scarpa in equilibrio

Come vediamo nel flashback sul set della sit-com, lo scimpanzé non attacca il Ricky bambino perché il contatto visivo non è diretto e avviene attraverso la trasparenza dell’orlo della togliava del tavolo (almeno questa è una possibile interpretazione, perché O.J. nella scena finale mette in testa a Lucky un cappuccio che gli copre gli occhi, ma che consente una visibilità). Ciò che fa scattare l’istinto feroce della scimmia è lo scoppio di uno dei palloncini. Lo spavento e l’ambiente fatto di gente, luci, rumori, oggetti, ovvero un habitat non proprio naturale, scatenano la rabbia incontrollata di Gordy. Ma l’attenzione di Ricky si sofferma anche sulla scarpa della sua coetanea attrice, ferma sul pavimento in un equilibrio impossibile per l’oggetto.

Jordan Peele non ha interesse nel fornire una spiegazione (se dietro la scarpa ci sia o meno qualcosa sulla è appoggiata) e usa quell’elemento per depistarci verso un’atmosfera paranormale che non esiste. O meglio, non esiste se non attraverso il punto di vista di un bambino sotto shock, che ha assistito alla brutale uccisione di alcune persone da parte di docile animale, fino a cinque minuti prima, e che dunque ha elaborato ricordi falsati legati a quell’evento. Da quel momento Ricky “Jupe” Park ha coltivato l’idea di essere predestinato a qualcosa di importante, come tradisce il suo nervosismo prima dello “spettacolo” con l’UFO nonostante stia andando a fare il suo lavoro di imbonitore di fronte a una tribuna semi deserta con, sì e no, una trentina di spettatori paganti.

Nope: La spiegazione del finale del film

All’inizio di Nope apprendiamo quanto la storia della famiglia Haywood sia indissolubilmente connessa agli albori del cinema. Tra gli esperimenti fotografici del pioniere Eadweard Muybridge c’è il “Cavallo al galoppo”, una delle serie di scatti del 1878 che rappresentano l’origine delle immagini in movimento, dunque del cinema. Jordan Peele crea una storia fittizia sul fantino nero di quelle fotografie (di cui in realtà non si conosce nulla) e lo identifica come il quadrisavolo di O.J. e Emerald. Nel presentare l’azienda di famiglia quando è sul set dello spot pubblicitario, la donna spiega che il suo antenato è stato la prima vera star del cinema, nonostante nessuno lo sappia. Questo aspetto si collega con la fine del film, perché la prova visiva dell’esistenza dell’alieno rappresenta l’occasione imperdibile che gli Haywood hanno per cementare il loro nome all’eccezionale evento storico che sta accandendo, riuscire a entrare nei libri di storia e ottenere così la gloria che fu negata al loro parente.

Nel climax dell’ultimo atto, la situazione precipita quando l’eccentrico Antlers Holst attira su di sé la creatura. Nonostante l’abbia già catturata su pellicola mentre O.J. faceva da esca, l’uomo resta vittima della sua stessa frenesia per l’immagine, non per profitto ma per accecante passione. “La luce tra poco sarà bellissima” dice Holst, come in effetti non ci si aspetterebbe di sentire niente di diverso da un professionista della fotografia. Dopo averlo risucchiato, l’alieno si lancia sugli altri. Angel si salva avvolgensi intorno il filo spinato del recinto. O.J. si staglia di fronte alla creatura che nel frattempo ha mutato forma. Come in un duello western, stavolta tiene lo sguardo fisso sul quel tutt’uno di bocca e occhi a forma quadrata, permettendo così alla sorella di fuggire con la motocicletta.

A questo punto la scena si sposta sulla fuga di Emerald verso il parco divertimenti, inseguita dal gigantesco mostro pseudo-floreale. La donna intuisce che il grande gonfiabile con le sembianze di Ricky Park possa essere indigesto quanto basta. E così, nel tentativo di inghiottirlo, l’alieno lo fa scoppiare dentro di sé. Il fatto che non si veda chiaramente lo scontro tra O.J. e la creatura, è una scelta del regista che invita il pubblico a prendere una posizione. Emerald vede il fratello seduto a cavallo in una posa eroica, avvolto da una nube di polvere che non si dirada, perfettamente al centro della cornice di pali in legno su cui si legge “Out Yonder”, traducibile in “laggiù” o nel più poetico “all’orizzonte”. Se questa visione sia reale o no, Jordan Peele ne consegna al pubblico l’interpretazione.

Nope: la spiegazione del film sci-fi horror di Jordan Peele