Yuriko Tiger si è trasferita in Giappone per realizzare il suo sogno: diventare una cosplayer. Luci e ombre di una carriera impegnativa

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Yuriko Tiger è una ragazza coraggiosa che ha avuto il fegato di inseguire il suo sogno: andare a vivere e lavorare in Giappone. Il suo vero nome è Eleonora Aureliana Guglielmi (alla madre piaceva l’attrice Eleonora Duse), è originaria di Imperia, e a diciannove anni ha deciso di trasferirsi nel Sol Levante prima per sei mesi, per imparare la lingua, poi per un periodo più lungo. Dal 2014 vive lì con un visto da intrattenitrice, lavora come talent e cosplayer in tv, fiere e per servizi fotografici. La passione da cosplayer le è nata nel 2008 con Suzumiya Haruhi No Yūutsu anche se era stata folgorata dal cosplay già al Lucca Comics del 2007. Ha scoperto il mondo di anime e manga perché il padre aveva un negozio di videogiochi dove lei lavorava part-time. Ha scelto il nome di Yuriko Tiger per il suo suono carino e dolce. Yuriko era una ragazza giapponese che si trasformava in una bestia-gatto quando combatteva nel videogioco picchiaduro Bloody Roar. Significa “bambina del giglio” ed è piuttosto comune in Giappone. Tiger è preso dalla protagonista dell’anime Toradora, Aisaka Taiga, che caratterialmente assomiglia molto ad Eleonora.
Impossibile elencare tutti i lavori, i programmi e le fiere a cui ha partecipato Yuriko in questi anni (per breve tempo è stata anche idol). È una lavoratrice instancabile e professionale. Il suo canale italiano YouTube (il più aggiornato è quello giapponese) ultimamente è diventato ancora più interessante grazie alla rubrica Tokyonese in cui esplora insieme alla consulente creativa Sara Waka (Wakapedia) tutti gli aspetti della cultura giapponese con interviste a personaggi sia italiani che giapponesi, esplorazioni di Tokyo, esperienze come le Olimpiadi 2020 e recensioni. Hanno intervistato Loris Usai (@rorisu_in_japan), interprete e traduttore, autore del libro Trent’anni di Barazoku, sullo spinoso mondo LGBTQIA+ giapponese, fatto di enormi contraddizioni. Muracchi, una drag queen giapponese, che gestisce un locale a Shinjuku 2-choume e fa la chiromante. Y-san, una ex hostess giapponese, che rivela il dietro le quinte dei club in cui si paga la compagnia di ragazze o ragazzi (senza risvolti sessuali). Infine Lala Kudo ha raccontato com’è essere un’attrice porno nel Sol Levante. Se siete appassionati del Giappone, è consigliato fare binge watching di tutti i video di Yuriko.

Di recente è uscito un manga digitale in inglese in collaborazione con Accademia Europea di Manga di Volterra (titolo Yuriko Tiger, autore: Studio Cornelius) su Webtoon ispirato alle sue avventure personali con un tocco di fantasia. Questa estate Yuriko è andata all’Anime Expo 2022 a Los Angeles ed è stata un mese in California anche per migliorare il suo inglese.
La cosplayer italiana più famosa nel mondo sarà ospite di Lucca Comics 2022.

In un bel video mostri l’organizzazione del tuo armadio da cosplayer. Come crei i tuoi costumi?
Il mio armadio è sempre un casino ma negli anni ho imparato a gestirlo un po’ meglio. Sono sempre stata molto il tipo da fare solo i personaggi che mi piacciono però i tempi sono cambiati e sto cercando di adeguarmi anche a cosa va di moda sul momento. Essere informata sulle ultime uscite e guardare anime o giocare ai videogame fa parte del mio lavoro. Il mestiere da cosplayer non è solo indossare un costume ma conoscere bene pure il personaggio interpretato. La realizzazione di alcuni costumi richiede mesi, se non addirittura anni. Questo anche perché i fondi per i costumi li prendo dai fan club che ho e ovviamente prima di raggiungere la cifra necessaria per la realizzazione passa del tempo. Infatti quello che guadagno su Patreon lo divido principalmente in tre passaggi: pagare lo staff (ho due amiche che mi aiutano), investire in nuovi progetti cosplay (vestiti, parrucche, lenti) e il restante lo uso per acquisti personali.

Cuci tu stessa i costumi?
Ho ufficialmente smesso di cucire nel 2016 perché non mi piaceva molto e mi occupava troppo tempo. Preferisco dare istruzioni sulla loro esecuzione e occuparmi di piccoli accessori. Ho due ragazze principali che si occupano dei miei costumi, una in Italia e una in Giappone, ma mi piace anche supportare il più possibile le piccole imprese o privati. Quindi se siete dei piccoli sarti, contattatemi!
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Il gravure cosplay invece come funziona?
Nel mondo del gravure, dove principalmente interpreto OC (Original Character), mi piace scegliere un tema, un concept o pensare ad una mini-storia per i miei personaggi. Per esempio, nel mio primo photo book/cd-rom ho scelto il tema dell’Elfa un po’ perché sono una fan del videogioco Record of Lodoss War (difatti si possono intuire alcuni riferimenti ai personaggi della serie anche se non troppo espliciti perché sono comunque OC) e un po’ perché ho un’ amore per le ragazze elfe (pensa che da bambina volevo farmi operare le orecchie per averle a punta come loro!). Il tempo di realizzazione dei set varia, anche a seconda di quanto ne ho a disposizione. In genere si impiegano tre o quattro mesi, perché oltre al costume si deve cercare un fotografo disponibile e uno studio libero.

A quali dettagli bisogna stare attenti quando si fa cosplay?
Fino ad ora di problemi su eventuali permessi per fare cosplay non ne ho avuti, ma quando si lavora professionalmente in questo mondo è meglio stare molto attenti al copyright. In alcuni casi è consigliato sottolineare che il cosplay realizzato sia solo una ‘parodia’ del personaggio, sopratutto se con le foto scattate si va a realizzare un photo book per la vendita. Nel mio caso spesso è la mia stessa agenzia a richiedere i permessi.

Sono diversi anni che sei talent e cosplayer. Questo tipo di carriera ha una durata massima in Giappone e stai già pensando ad altri lavori legati all’intrattenimento che ti piacerebbe fare in futuro?
Non pensavo di riuscire a rimanere a galla così tanto a lungo, anzi spesso mi sembra che alcune cose vadano molto meglio ora che non anni fa quando ero più giovane. Conosco cosplayer di 42 anni che continuano a fare questo lavoro ma è anche vero che quasi tutte hanno un secondo mestiere, in quanto gli eventi cosplay sono solo durante i fine settimana. Per i progetti futuri, vorrei aprire un’azienda mia o aiutare gli altri a fare da ponte tra estero e Giappone nel campo otaku. Inoltre, un po’ segretamente, mi sto occupando pure di fenomeni virtuali, studiando quelli che stanno andando di moda in Giappone e mi sto interessando al marketing. Chissà! Onestamente la vita è così imprevedibile che non saprei dirti! Potrei avere mille piani ma non tutto va sempre nella direzione che si vuole.

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In un video dici che ci sono diversi tipi di cosplayer e bisogna stare attenti perché si può essere considerate delle attrici porno. Che differenza c’è e in che genere rientra il tuo cosplaying?
In realtà qui in Giappone l’immagine della cosplayer fin dai primi anni Novanta è sempre stato sull’erotico perché alla fine si tratta di giocare con i costumi. Oggigiorno molte cosplayer decidono da sole, come privati, di intraprendere la carriera di attrici porno, creando photo book, DVD e gadget, senza che nessuno le obblighi a fare nulla. Di recente ho partecipato per la prima volta ad un evento chiamato CosHolic, dove è permesso vendere photo book e foto anche ad un pubblico adulto. L’evento è diviso in tre sezioni: per tutti / R15 / R18. Io ho partecipato alla sezione R15. I photo book che ho realizzato (Elnora e Vanora) sono per tutti e, nonostante non contengano foto esplicite, ho preferito segnarli come R15 in quanto ci sono pose sexy. La differenza che io percepisco tra fare la cosplayer e la cosplayer gravure è la seguente. Quando faccio seriamente cosplay, studio la camminata, il tono di voce e qualsiasi altra cosa legata al personaggio pur di essergli uguale. Nel gravure invece bisogna pensare a come il personaggio che si interpreta possa essere visto in chiave più erotica, a prescindere dal genere sessuale. Bisogna riflettere su come suscitare pensieri proibiti.

In nove anni di carriera nel Sol Levante ti sei costruita una solida fanbase. Anche tu sei vittima del principio asiatico, che vale per idol, j-pop e k-pop, ‘non dico pubblicamente che ho lə fidanzatə o una relazione, altrimenti vengo licenziata’?
Sì. Ho provato a rompere questa regola rendendo pubblica una mia vecchia relazione ma questa cosa mi ha solo portato guai. Avevo tutto il supporto dell’estero ma non del Giappone e mi ritrovai con lavori cancellati, messaggi di morte e meno fan di prima. Adesso sono molto ‘fredda’ nei confronti di questa regola: preferisco mettere la carriera prima di ogni altra cosa.

Sei stata con alcuni ragazzi giapponesi. Quali sono gli scogli culturali più grandi che hai incontrato con loro nel modo di vivere una relazione?
Sono stata con molto pochi. La cosa poteva finire ancora prima di nascere! Sono molto indipendente e nonostante all’apparenza sembri un po’ sciocca, fa solo parte del mio personaggio. Quando un uomo realizza che una donna può essere più forte di lui, automaticamente non vai più bene. Molto spesso mi sembrava che tanti volessero solo dire: “Ehi! Sto con una straniera!”. Inoltre, c’è poca comunicazione, poco contatto fisico e tante bugie. Non sono nemmeno la tipa che non vive senza qualcuno accanto ma ogni tanto è dura perché se sei una donna in Giappone, potresti non trovare mai la tua dolce metà. Gli uomini giapponesi preferiscono le giapponesi. Al contrario invece trovo che le donne giapponesi siano molto più aperte agli uomini stranieri. Conosco tante coppie uomo italiano – donna giapponese ma quasi mai il contrario. ‘Saresti un’amante perfetta ma mai una moglie!’, me lo disse il primo ragazzo giapponese che mi piaceva e ci rimasi tanto male. L’amore passa proprio in secondo piano, per questo ho un gatto che ho chiamato Amore. Adesso non ho nessun uomo nella mia vita e al momento sono felice così.
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In Giappone ti è capitato di essere molestata e stalkerata. In questi casi la legge giapponese tutela la persona molestata?
Sfortunatamente no. Ti dico solo che sono riuscita a portare in polizia un molestatore che avevo beccato sul treno ma la risposta che ho ricevuto è stata: ‘Dovrebbe cambiare lavoro’. Come se fare talent equivalesse a dire che si hanno automaticamente problemi di stalkeraggio e simili. Se venite molestate, spesso la polizia non vi tutelerà.

Negli ultimi video sulla comunità LGBTQIA+ hai dichiarato di essere bisessuale. Il tuo orientamento sessuale è stato un ostacolo per il tuo lavoro?
Qualsiasi persona con un po’ di occhio, capirebbe che non sono completamente etero. Ho solo poster di ragazze (anime) nella mia camera e guardo molto di più le donne che gli uomini. No, non è mai stato un ostacolo in nove anni qui. Semplicemente ho tolto tutto quello che può essere la mia vita privata sui social. Alla fine, sono cavoli miei con chi vado a letto.

Alcuni tuoi fan non hanno apprezzato il tuo cambiamento degli ultimi anni da rocker e cosplayer sexy. Il disappunto è stato più dalla parte giapponese o da quella italiana e secondo te qual è il motivo?
Il cambiamento da idol a rockettara non è piaciuto ai giapponesi mentre è stato apprezzato molto dagli italiani. La transizione da rockettara a gravure idol invece non è piaciuta agli italiani ma è stato amata dai giapponesi. Il motivo principale è che quello che piace al fan è completamente diverso a seconda del paese da cui proviene (è un motivo culturale). Bisogna considerare che chi segue i cosplayer in Giappone ha quasi sempre più di 24 o 25 anni, e molto spesso è appena entrato nel mondo del lavoro, mentre per l’Italia è il contrario. Il mio periodo rock è stato decisamente uno dei più belli ma anche pesante allo stesso tempo perché non mi sentivo minimamente apprezzata qui. Al contrario col gravure ho iniziato ad essere più aperta mentalmente e più comprensiva verso il prossimo. Ammetto che anch’io giudicavo molto l’idol gravure e tutt’ora non mi piacciono alcuni metodi e ragionamenti per cui alcune persone lo fanno, ma ho imparato a capire che anche questo è un lavoro come un altro. Inoltre aiuta ad accettarsi di più: quelli che per me sono ‘difetti’ fisici per molti possono essere motivo di apprezzamento.
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Quali sono i cosplay più sexy che hai fatto di cui vai particolarmente fiera?
Sicuramente Elnora/Vanora che sono i miei due photo book gravure rilasciati di recente agli eventi Comiket e Cosholic. I nomi di questi due OC li ho scelti dopo aver fatto alcune ricerche sui nomi elfici. Elnora significa luce e Vanora onda bianca. Oltretutto sono due nomi che richiamano un po’ anche il mio vero nome Eleonora. Volevo creare due facce di una stessa medaglia, simili ma opposte. Così ho inventato una suora e una maid (cameriera) contrapposte, sia per colori che per carattere. Tranquillità, Lolita, innocenza e seduzione per la maid e religione dal mio punto di vista per la suora: persuasione, violenza, inaccessibilità ed inganno (troppo tragica? Ahah!). Molto spesso chi pensa al gravure, vede solo un bel paio di tette e un gran bel sedere ma in ogni cosa che creo, c’è sempre un profondo significato.

Come è andato il mese che hai passato in California?
Sono stata in America anche per capire quanto capissi l’inglese (pur se alla fine sono stata ospitata da una ragazza che parla principalmente italiano), fare nuove esperienze e capire il popolo americano. Sono una persona che osserva e pensa molto, seppur non lo da a vedere! Ammetto che mi piacerebbe partecipare a più fiere americane. Sono state davvero molto divertenti!

Donatella Rosetti

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